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25 Novembre 2019 - 11:19
Cittadini del territorio e alunni delle scuole, con l’aiuto dell’associazione Storia e Futuro, lo scorso anno hanno firmato i moduli per sostenere la candidatura della Chiesa di San Claudio a Castiglione Alto tra i Luoghi del Cuore del FAI.
Il successo dell’iniziativa è stato assai ampio, con ben 3.157 firme raccolte, che hanno collocato la Chiesa al 18° posto nella classifica dei Luoghi del Cuore piemontesi, aprendo le porte ad un possibile percorso di recupero.
Poco dopo, a seguito di un lungo iter, l’associazione ha partecipato ai bandi collegati all’iniziativa per presentare i progetti che avrebbero potuto rendere nuovamente fruibile, attraverso una programmazione mirata e sostenibile degli interventi, questa pregevole opera ai cittadini castiglionesi e non solo.
Parliamo di un manufatto, che essendo tipico del periodo barocco ci riporta indietro nel tempo fino al ‘600. Un periodo storico quindi dunque ben più antico del ‘900, secolo agli inizi del quale risale il pur pregevole rifacimento neogotico della facciata e degli interni della chiesa odierna.
Senza dimenticare la squisita fattura in particolare dell’altare, abilmente scolpito in forme arrotondate, che conferiscono all’opera un valore artistico enormemente superiore a quello, pur considerevole, intrinseco al materiale nel quale è stata realizzata.
Dunque, dopo un lungo e tortuoso iter, in questi giorni sono arrivati i risultati dal Fai. Documenti che non hanno portato buone notizie.
“Ebbene, - racconta il segretario di Storia e Futuro, Giorgio Seroglia - non ce l’abbiamo fatta. Il progetto che abbiamo presentato in fretta e furia lo scorso 12 Giugno al FAI per la messa in sicurezza della Chiesa di San Claudio a Castiglione Alto non ha superato la severa selezione dell’apposita Giuria, i cui risultati sono stati resi pubblici ieri. Ce lo aspettavamo, in una certa misura, come già avevamo scritto nel post pubblicato lo scorso 15 giugno: troppo pochi i 12 giorni dei quali abbiamo potuto disporre, dopo le elezioni amministrative, per preparare un progetto in grado di competere ad armi pari con la concorrenza, che in questa nona edizione dei “Luoghi del Cuore” è stata particolarmente numerosa ed agguerrita. Non ci scoraggeremo certamente per questo, anzi ci riproveremo certamente, sempre col vostro appoggio ed aiuto. Intanto ci consoliamo guardando la foto della chiesa come appare oggi, dopo una prima sommaria pulizia del solo pavimento, illuminata dal sole che tramonta. Noi sappiamo che è ammalata ed ha bisogno di cure urgenti, ma nonostante questo continuiamo a trovarla irresistibilmente bella, e anche se (non per colpa sua) non ha ottenuto il riconoscimento sperato... continua ad essere il “nostro” Luogo del Cuore preferito! E voi, che ne pensate?”.
Sul tema, infine, interviene anche l’ex consigliere Antonio Serlenga.
“Tante firme - spiega - le raccolsi io, personalmente. Lo avevo fatto insieme all’attuale assessore Accardi. Si trattava, poi, di presentare il progetto. Si sapeva che con precedente amministrazione c’era un rapporto difficile.Il tutto dettato dal modo in cui l’associazione si comportò con la giunta precedente. Il progetto, poi, non è stato preparato non per colpa dell’amministrazione ma perchè non l’hanno fatto in tempo o è stato fatto in maniera un po’ raffazzonata. C’erano, però, altre cose in ballo. Si pensava ad un marchio a partire da un famoso miele locale ma non se ne fece nulla. C’era anche l’impegno a coinvolgere i privati, nel caso fossero stati disponibili a finanziare alcuni interventi, per esempio la sostituzione degli infissi. Avevamo anche già un preventivo da 6-7 mila euro per questi lavori. Adesso, però, nel comune, ci sono tutti quelli che erano nel direttivo dell’associazione Storia e Futuro. La Accardi, Pignatta, il sindaco. Se lo sono dimenticati che ci sono i vetri rotti nella chiesa? All’amministrazione precedente chiedevano di intervenire, ora che sono in maggioranza se ne fregano. Nel bilancio non c’è un euro per la chiesa di Castiglione Alto. Ma che persone sono? La coerenza che fine ha fatto? Dicono una cosa e ne fanno un’altra”.
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