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CASTELNUOVO NIGRA. Chiuminatti sconfitto da una donna. Per l’ex sindaco quasi una “beffa”

A Castelnuovo Nigra, sconfitto il sindaco uscente Danilo Chiuminatti che si riproponeva per il terzo mandato, la prima cittadina è ora una donna: Enrica Caretto. In sé non si tratta di una grande notizia: per fortuna non suscita più alcun clamore che a reggere le sorti di un Comune sia una persona di genere femminile, nemmeno nei piccoli centri di montagna. In Valle Sacra tre paesi su cinque hanno ora una “sindaca” (gli altri sono Borgiallo e Cintano) mentre a Colleretto Castelnuovo era avvenuto  parecchi anni fa.

Non ci sarebbe quindi  che da registrare un normale passo in avanti. Il cambio della guardia appena avvenuto suscita invece un interesse maggiore e c’è chi si è chiesto se abbia avuto qualcosa a che fare con la “boutade” antifemminista della primavera scorsa.

Qualcuno ricorderà che si era aperta una polemica dopo che Chiuminatti aveva criticato su Facebook l’approvazione della legge sulla tutela dei braccianti. Riferendosi al ministro  Teresa Bellanova - impegnata da una vita nella difesa dei lavoratori agricoli, prima come sindacalista e poi come politica – aveva formulato il seguente, articolato commento: “Da ammazzare, lurida pajassa!”. L’affermazione “da ammazzare” e l’aggettivo “lurida” non hanno bisogno d’interpretazione; “pajassa” è invece un termine dialettale che come sostantivo indica i materassi informi sui quali dormivano un tempo i contadini  e come aggettivo è il femminile di pagliaccio. Le lacrime del ministro avevano infastidito Chiuminatti, che era contrario alla regolarizzazione.  Le reazioni non si erano fatte attendere. Il sindaco si era difeso sostenendo che non voleva uccidere nessuno e che “da ammazzare” era un innocuo modo di dire dialettale. Vero: si tratta di un’espressione colorita ed assai diffusa. Nessun dubbio che  non volesse incitare nessuno all’omicidio: non sembra proprio il tipo. Si tratta però di un modo di parlare utilizzabile in una conversazione tra amici e non certo adatto ad un esponente delle istituzioni che si esprime in pubblico. Anche “lurida pajassa” è un modo di dire ma un modo di dire villano, screanzato, da zoticoni, che rivela l’altra faccia della società ed il generale regresso di questi anni: da un lato le donne partecipano normalmente alla vita politica senza che nessuno osi più irriderle per questo; dall’altro riemergono i vecchi preconcetti e gli atteggiamenti discriminatori. Si è tornati a giudicarle non per quello che pensano, dicono, fanno ma per il loro aspetto esteriore, il modo di vestire e di atteggiarsi. I commenti sugli abiti si sono sempre fatti  ma erano un tempo appannaggio – con toni ben più civili ed educati – dei settimanali femminili e delle riviste di moda.

La frase incriminata può aver avuto un ruolo nella sconfitta di Chiuminatti? Sarebbe azzardato sostenere – non avendone gli elementi -  che sia stato così: bisognerebbe chiederlo direttamente agli elettori. Tanto più che, nelle elezioni comunali, spesso contano maggiormente  le questioni  locali che i principi generali. Tuttavia un dato salta agli occhi: oltre alla vittoria della lista sfidante, che candidava a sindaco una donna,  anche le più votate fra i consiglieri, dall’una e dall’altra parte, sono state due rappresentanti del mondo  femminile ovvero Anna Maria Giachetti per il gruppo di maggioranza, Lucia Gemma Bracco per quello di opposizione. La prima era stata candidata a sindaco nel 2015 e capogruppo di minoranza per cinque anni e questo potrebbe spiegare  il suo successo; la seconda non era presente in consiglio. La Giachetti ha ottenuto 30 preferenze, seguita a ruota dall’ex-sindaco Matteo Sergio Bracco con 28; la Bracco di voti ne ha ricevuti 26, seguita a debita distanza (16 ex-aequo) da due candidati maschi. Che sia un caso o una scelta precisa, sembra però abbastanza probabile che dalla nuova amministrazione di Castelnuovo Nigra non arriveranno più considerazioni offensive nei confronti del genere femminile.

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