Mai tempistica fu più azzeccata per una notizia del genere: il mega progetto che avrebbe dovuto far “rinascere” (o morire, dipende dai punti di vista) le ex aree Ata non si farà più.
Il fulmine a ciel sereno arriva proprio nel bel mezzo della campagna elettorale e va colpire la giunta uscente ma anche chi l’ha preceduta (vedi Giuseppe Marsaglia, candidato Sindaco come Paolo Gremo), amministrazioni che durante gli anni si erano impegnate nel progetto.
L’annuncio è arrivato venerdì sera da parte della società Aedes che detiene le quote della Satac (azienda che possiede i permessi per costruire il parco commerciale che sarebbe dovuto sorgere vicino all’aeroporto). La società rinuncia ai permessi e chiede una rivisitazione del progetto. “Aedes SIIQ S.p.A. (EXM: AED) comunica che - si legge nel comunicato stampa - la controllata al 100% Satac SIINQ S.p.A., a fronte dei ritardi riscontrati nell’implementazione di alcune azioni previste dal Piano Industriale 2020-2026 e in particolare dell’avvio dello sviluppo del progetto Caselle Open Mall, ha comunicato all’Amministrazione Comunale di Caselle Torinese la rinuncia ai permessi di costruire relativi all’attuazione di alcuni interventi del progetto stesso. Tenuto conto della decadenza automatica dei suddetti titoli edilizi all’8 novembre 2022 conseguente al mancato avvio dei lavori, tale decisione viene presa in prospettiva di una rivisitazione del possibile diverso utilizzo commerciale delle aree in coerenza con i trend del mercato immobiliare”.
Una batosta che l’ex consigliere comunale, MauroEsposito, ha così commentato: “Purtroppo nonostante le continue smentite del Sindaco Baracco è successo quello che noi dicevamo da tempo. Addio posti di lavoro, addio opere di urbanizzazione, addio soldi già versati che dovranno essere restituiti”.
Sul tema, poi, intervengono anche i candidati a sindaco (non tutti).
Partiamo dal vice sindaco uscente e candidato Sindaco del Pd, PaoloGremo.
“Questa notizia - commenta - non è il massimo della vita, purtroppo la situazione economica è cambiata, anche per il covid, è cambiato il mercato. Proveremo ad incontrare la proprietà per capire quali sono i margini, li contatteremo per capire se c’è la possibilità di sviluppi, anche diversi. Un polo logistico? Queste sono indiscrezioni, l’unico dato oggettivo è questa lettera di dominio pubblico. È una cosa da gestire nonostante la campagna elettorale. Occorre vedere se ci sono possibilità diverse, intenzioni diverse. Noi pensiamo che quell’area lì sia importante e strategica, su quel polo qualche ragionamento deve andare avanti. Non solo nell’ambito dell’Open Mall ma anche nell’area di proprietà del Comune che ha capacità di parcheggio e ricettivo”.
Più duro il commento di AndreaFontana, candidato Sindaco di Insieme per Caselle Futura.
“È la certificazione - attacca - di una morte che avevo già annunciato 5 o 6 anni fa. Adesso è arrivata solo l’ufficialità, quel progetto così come portato avanti era impossibile da realizzare, hanno soltanto riempito le teste di vane promesse che adesso si sono rivelate solo fumo. Il Comune non può avere un piano B, perché i terreni non sono nostri. È il fallimento di 20 anni di amministrazione di Marsaglia e Baracco. Se dovessimo amministrare noi dovremmo prendere in mano le carte e capire la situazione, in ogni caso agiremo nell’interesse della città. Non sarà sicuramente una cosa semplice. C’è da rifare tutto l’iter, le varianti di progetto, se ne parla tra anni e anni”. Cauto, invece, EndrioMilano, candidato Sindaco di Progetto Caselle.
“Fino a ieri - precisa - il Sindaco ha detto che andava tutto bene. Ora abbiamo un comunicato dove la società chiede di rivedere il progetto. Il primo atto, se dovessi diventare Sindaco, sarà convocare Aedes e capire le loro intenzioni e poi perché il Sindaco Baracco ci ha sempre detto che era tutto perfetto, lui ci avrà parlato periodicamente, no?. È grave che Baracco ci dica che tutto in ordine e poi invece le cose non stanno così”.
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