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BRUSASCO. “Tigro libero!”. Anche il gatto di Dana non torna in Val di Susa

BRUSASCO. “Tigro libero!”. Anche il gatto di Dana non torna in Val di Susa

Cartello per "Tigro Libero!", il gatto di Dana

“Tigro libero!”. Anche il gatto di Dana non torna in Val di Susa. Tigro non potrà essere visitato e curato dal suo veterinario di fiducia. Tigro è uno dei due gatti di Dana Lauriola, la portavoce No Tav e del centro sociale Askatasuna di Torino, oggi agli arresti domiciliari dopo un periodo di detenzione di alcuni mesi. Ma torniamo a Tigro che è anziano (15 anni) e tormentato dagli acciacchi dell’età, compreso un brutto disturbo alla tiroide. Alla fine della storia sarà visitato da un veterinario di Torino perché il giudice di sorveglianza ha deciso che da quello di fiducia, che ha lo studio in Val di Susa, Dana Lauriola, brusaschese d’origine ma valsusina da qualche anno, non vi si può recare. Infatti la militante No Tav non può allontanarsi dalla sua abitazione torinese se non per andare al lavoro e le è vietato lo spostamento in Val di Susa o incontrare attivisti del movimento che si oppone alla Torino-Lione. 

La vicenda la racconta la stessa Dana Lauriola:  Il Tribunale di sorveglianza boccia la mia richiesta di far entrare in casa il veterinario di Tigro (uno dei miei due gatti) - scrive in un post -. La richiesta è stata fatta perché il mio piccolo peloso non sta molto bene. Il magistrato (sempre lei) afferma che posso trovarmi un veterinario a Torino, e portarcelo (il veterinario ovviamente è valsusino e gentilmente sarebbe sceso in città per visitare il suo paziente). Ora che mi è ben chiaro, alla luce degli ultimi mesi, quale sia stato l’accanimento a me riservato in quanto pericolosa No Tav, non riesco a concepire come tale atteggiamento possa venir applicato anche a un animale domestico. Un gatto, per di più anziano (15 anni), che quindi di reati contro l’ordine e la sicurezza difficilmente ne commetterà. Il veterinario di valle farà i dovuti passaggi di consegne con un nuovo veterinario, ma resta il fatto che per Tigro sarebbe stata l’opzione migliore continuare ad essere curato da chi conosce e nell’ultimo periodo ha avuto cura della sua malattia. Inoltre, chi lo ha incrociato, sa quanto sia stressante per Tigro indomito essere spostato, trasportato ecc…Vivo un forte senso di impotenza di fronte a queste ingiustizie, che si accumulano senza possibilità di ricorso”.

Dana Lauriola era stata condannata a due anni di reclusione perché, nel corso di una manifestazione nella quale veniva “occupata - si legge negli atti giudiziari - l’area del casello di accesso all’autostrada Torino Bardonecchia e venivano bloccate con nastro adesivo le sbarre di pedaggio, ponendosi alla testa dei manifestanti, con l’utilizzo di un megafono intimava agli automobilisti di transitare ai caselli senza pagare il pedaggio indicando le ragioni della protesta”.  Alla portavoce del movimento, seppur incensurata e “dedita a un lavoro stabile e documentato - ricordano i No Tav -, è stata inizialmente negata ogni misura alternativa con la singolare motivazione della sua mancata presa di distanza dal Movimento No TAV  e del fatto che il suo luogo di residenza era prossimo all’epicentro dell’opposizione alla linea ferroviaria Torino-Lione”. 

Solo dopo oltre sette mesi di carcere, Dana Lauriola ha ottenuto la detenzione domiciliare a Torino, con possibilità di uscire dall’abitazione per recarsi al lavoro, ma con espresso divieto di “frequentare persone che le Forze dell’Ordine indichino come esponenti del centro sociale Askatasuna o del Movimento No Tav”. 

Dana Lauriola, a cui i militanti No Tav hanno espresso solidarietà durante l’ultima manifestazione, esponendo cartelli con la scritta “Tigro Libero”, si è dunque trasferita da Bussoleno a Torino, dove lavora e vive con i suoi due gatti, uno più in forma, Amelia (ma pure lei vecchietta) e l’altro, Tigro, che ha urgente  bisogno di cure.

Carolina Bardesono

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