“A me è arrivata la bolletta di gennaio e febbraio e sono 1190 euro, quasi 1200 euro. Io pagavo sempre sui 750-800 euro al mese. Quasi raddopiata! Mi sembra davvero esagerato. Sono già periodi in cui non si lavora e questo lo sanno tutti. Il centro di Ivrea poi ha perso tantissimo negli anni…Ormai facciamo fatica tutti, paghiamo prima le spese e poi con quel poco che avanza si tira su il possibile. Non so dove andremo a finire. Facciamo fatica noi che abbiamo due stipendi”.
Così Maria Grazia Bonelli, titolare di una delle attività storiche di Ivrea, una panetteria del centro che insieme a molte altre attività della zona sta accusando pesantemente i rincari del costo dell’energia.
“Per ora - aggiunge - non è ancora arrivata la bolletta del ga. Non oso pensare cosa possa succedere, è una vergogna! Non si può andare avanti così”.
Nell’eporediese sono molte le attività che lamentano bollette fuori controllo. Anche il “Bar Gelateria Ivrea” in Via Strusiglia alle porte di Cascinette non si morde la lingua.
Ezio Gaido, il titolare ci confida: “Abbiamo visto un grosso rincaro nel mese di dicembre. Lavorando tanto con la pasticceria nel 2020-2021 pagavamo circa 1200-1300 euro di corrente elettrica: quest’anno siamo sui 2150 euro, praticamente il doppio… Poi arriverà il gas e noi oltre ai frigoriferi abbiamo i forni in funzione e questo incide tanto…Staremo a vedere sul gas…Ovvio che poi tutto influisce nell’attività. Siamo stati costretti a ritoccare leggermente i prezzi. Siamo rimasti spiazzati. Ci siamo adeguati ma non è giusto che il cliente finale paghi le conseguenze. Abbiamo dovuto ritoccare un po’ la pasticceria perché il costo della farine, del cioccolato, della panna e del latte è aumentato. Il caffè per il momento no perchè in questo caso Illy ci è venuta incontro ma presto lo porteremo a 1,30: è inevitabile. Cercheremo di non farlo pesare troppo sui clienti, nei limiti del possibile. Il cappuccino che prima costava 1 euro e 50 passerà 1 e 60 e la brioche da 1 euro e 40 a 1 euro e 50”.
Tra le soluzioni di Gaido anche quella degli orari di apertura. “Lavoriamo parecchio al mattino - ci racconta - al pomeriggio molto meno. Prima chiudevamo alle 20, ora alle 18. Aspettiamo la bella stagione e punteremo tutto sul gelato. Insomma, andremo avanti…”.
Allo Zac! un cartello avvisa che banalmente il caffè passerà da 1 euro a 1,10. Un segno dei tempi.
“A causa del continuo aumento del costo delle materie prime… - ci scherzano su - ci sarà un adeguamento dei prezzi. Le chiacchierate, i nostri sorrisi, le informazioni sugli orari di Trenitalia e del bus continueranno ad essere incluse nel prezzo di un caffè”.
Si ride per non piangere.
Qualche chilometro più in là nella tabaccheria di Chiarletti Lara di Cascinette le cose vanno un po’ meglio.
“Dobbiamo ammettere - ci racconta Chiarletti - che pur lavorando male e sotto stress noi siamo stati fortunati. Siamo stati praticamente sempre aperti. Se si fosse smesso di vendere sigarette per lo Stato sarebbero stati mancati guadagni, che poi avrebbe dovuto prendere altrove. Nel primo lockdown, con la gente chiusa in casa, avessero tolto anche le sigarette ci sarebbe stata una strage. Esiste un problema psichico per il fumatore…”.
Il vantaggio delle tabaccherie è che il caro bollette si sente di meno.
“Io non ho il gas da due o tre anni - continua Chiarletti - per come mi riscaldo io non serviva. Sulla bolletta della luce ho notato un aumento ma non così eccessivo. Per quel che ne so la mia Compagnia ci è venuta incontro con una sorta di prezzo calmierato. Siamo passati da circa 180 a 250 euro nonostante lo sconto. Non siamo contenti ma c’è chi sta peggio. In ogni caso, per me, le bollette, erano già care prima. Ho un’attività che di elettricità ne usa parecchia, tra macchinette, computer, terminali, schermo delle giocate, luci, distributore di sigarette e tutto il resto”.
Uno dei settori più colpiti è sicuramente la ristorazione. Qui gli aumentati più importanti sono soprattutto quelli delle materie prime.
Tante le confereme. “Purtroppo - ci dice Christian Realis Luc del Bar Ristorante Al Barachin di Cascinette - questi rincari e questa situazione, non agevola noi piccoli imprenditori. Il malcontento è generale e c’è tanta incertezza economica sul futuro”.
Stessa musica al Veliero di Borgofranco “Ho ricevuto la prima bolletta di dicembre e ora aspetto gennaio - stigmatizza il titolare Massimo Careddu- Pagavo massimo 1200 euro mensili in estate, quando avevo tutti i condizionatori accesi e in inverno al massimo 1000 euro. A gennaio ho pagato 2705 euro. Quasi il 300% in più! Ci han detto ha influito il fallimento della precedente compagnia che è stata assorbita da un’altra che ha altre tariffe... Per gennaio comunque ci aspettiamo circa 1400-1500 , molto più di prima. La bolletta del gas ancora non l’ho vista…La batosta vera ce comunque ce l’ha data il costo delle materie prime. Il burro costava 4,40 al kg, ora costa 10 euro! La farina, che compro a Montalto, la pagavo 54,90 per tre sacchi da 25 kg, lo ricordo ancora. Ora la pago non meno di 74 euro. Cioè io ora dovrei fare pagare una margherita 10 euro, ma non si può ovviamente…”
Ci fossero almeno dei contributi....
“Per ora - alza gli occhi al cielo - tutto tace, anzi se ne parla ma non c’è niente di concreto. Vedremo in Ucraina la situazione come evolve, perchè anche quello potrebbe far aumentare i prezzi del gas. Spero di no ovviamente...”
Sempre a Borgofranco all’osteria Al Mulino non hanno dubbi: “la clientela s’è dimezzata - ci confida il propretario Alberto Pozzo- le bollette raddoppiate, con il green pass e i distanziamenti non viene più nessuno… Decidendo cosa fare perchè così non possiamo andare avanti”.
Voce un po’ fuori dal coro quella di Simone Miandro de Il Covo, una palestra di CrossFit di Ivrea, nei pressi di Burolo: “Sicuramente il periodo non è facile ma noi ce la mettiamo tutta per trovare una soluzione. Non mi piace stare troppo a lamentarmi della situazione...”.
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