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BORGARO. Storie di un sequestro e storie di zingari

BORGARO. Storie di un sequestro e storie di zingari

Quando ha abbracciato il figlio, dopo averlo smarrito tra la folla e poi ritrovato, ha temuto di perderlo per sempre. "Una signora - ha raccontato - mi ha detto che mi avrebbero tolto il piccolo, perché si trattava di abbandono di minore...". Alex Giarrizzo, il padre che ha inventato il tentato rapimento del figlio di tre anni, ha agito "per paura". E, con l'attenzione mediatica che montava attorno al caso, anche perché "si è sentito un po' protagonista".

Il giorno dopo la soluzione del 'giallo' di Borgaro, paesone della cintura di Torino in cui è svolta la vicenda, ci si interroga su cosa abbia spinto un padre di 33 anni a fingere il sequestro del suo bambino. E persino a puntare il dito contro il presunto responsabile, rischiando di innescare una pericolosa caccia all'uomo.

"L'aspetto che più mi ha colpito - sottolinea il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che ha lodato l'operato dei carabinieri - è come la persona che avrebbe tentato di rapire il bambino, un omone slavo con la pancia, non esista, ma nel racconto di testimoni sembra quasi che questo fantasma si sia materializzato, nel passaparola del paese, tanto che qualcuno diceva di averlo visto".

Una sorta di psicosi collettiva, che poteva trasformarsi in un'altra Continassa, il raid incendiario che nel dicembre 2011 distrusse le baracche dei rom alle porte di Torino perché si era sparsa la notizia - rivelatasi anche in questo caso falsa - di una ragazzina violentata dagli 'zingari'. "Il pregiudizio è un focolaio sempre acceso, basta una piccola scintilla e si ravviva", sottolinea l'Associazione italiana zingari oggi (Aizo). "Le dichiarazioni dell'uomo hanno dato origine a una vera e propria caccia allo zingaro, segno che lo stereotipo è pericolosamente radicato nelle persone che non hanno assolutamente dubitato delle dichiarazioni dell'uomo".

Così come per il raid incendiario alla Continassa è cominciato nei giorni scorsi un processo per odio razziale, anche il padre che ha inventato il rapimento del figlio dovrà fare i conti con la giustizia. Quattro i reati contestati all'uomo: oltre alla simulazione di reato e al procurato allarme, anche l'abbandono di minore e la calunnia. "Ma io - tenta di difendersi - non pensavo di creare questo pandemonio...".

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