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CHIVASSO. Prestìa chiede le scuse: "C'è chi ha persino creduto che quel tatuaggio fosse il mio!"

CHIVASSO. Prestìa chiede le scuse: "C'è chi ha persino creduto che quel tatuaggio fosse il mio!"

Bruno Prestìa, neo eletto consigliere

CHIVASSO. C’è chi parla leggendo e chi lo fa «a braccio», naturalmente. E’ la prima differenza che salta all’occhio guardando, in diretta o in differita sul canale Youtube del Comune, il nuovo consiglio comunale di Chivasso.

E non è una questione di abitudine, altrimenti il sindaco Claudio Castello che siede a Palazzo Santa Chiara da quasi vent’anni dovrebbe saperle cantare a tutti a spron battuto ma, invece, non è così.

Chivasso La minoranza consiliare

Il sindaco è il primo che legge i suoi interventi. Timidezza, incapacità di parlare in pubblico, insicurezza? Chissà. 

Ne ha seguito l’esempio, l’altra sera, anche il neo capogruppo del Pd Stefano Mazzer. Lo stesso ha più o meno fatto la torinese Chiara Gasparri, capogruppo di Sinistra Ecologista a Chivasso, e idem il neo presidente del Consiglio Alfonso Perfetto. Della maggioranza, l’unico che il braccio lo agita con piacere quando parla e non ha bisogno di scriversi i discorsi, è Adriano Pasteris di “Noi per Chivasso”.

Dall’opposizione gli interventi sono venuti tutti, praticamente, «naturalmente».

Da Clara Marta, che ha ringraziato gli elettori, sottolineando come il sindaco sia stato eletto da due cittadini su dieci e che, quindi, avrebbe il dovere di guardare anche all’opposizione per amministrare, ad Enzo Falbo, che ha rimarcato l’assenza di gioventù e di donne nei ruoli chiave dell’amministrazione del Castello-bis.

Passando per Matteo Doria che ha sottolineato con i suoi 721 voti di preferenza di essere il più votato di tutti i tempi nella storia della città per finire con Bruno Prestìa, che ha detto - letteralmente - di non essere «Conan il barbaro» solo perché arriva da un quartiere periferico della città.

Ecco, Prestìa. Il neo consigliere comunale eletto nella civica di Marta merita un discorso a parte.

Alla sua prima esperienza in Consiglio, nel suo intervento, dopo aver ringraziato gli elettori, Prestìa è entrato a gamba tesa sulla neo insediata amministrazione.

O, meglio, ha chiesto le scuse del sindaco per le polemiche successive alla fotografia dell’ormai celebre “tatuaggio” che ha infiammato la settimana precedente il turno di ballottaggio. 

Il sindaco ha detto che è stata messa in atto una campagna del fango nei suoi confronti - ha esordito Prestìa - ma io mi ricordo i fotomontaggi della raccolta della plastica sotto le foto di Clara Marta, le immagini delle Barbie postate sui social dai sostenitori di Castello o, peggio di tutto, l’attacco al quartiere Borgo Sud Est per una foto di un tatuaggio, assolutamente deprecabile, ma che non era imputabile né al sottoscritto né al quartiere in cui vivo. E’ stato creato un messaggio «ad hoc», mettendo in dubbio i voti che ho preso nel mio quartiere. Qualcuno ha persino creduto che quel tatuaggio fosse mio… Sa qual è la differenza, signor sindaco? E’ che io non ho fotografato l’amico Michele Scinica, uomo storico della sinistra, mentre parlava con l’uomo del tatuaggio, come l’hanno chiamato. Nè ho fotografato l’assessora Tiziana Siragusa quando faceva lo stesso, vicino all’ufficio elettorale, nel giorno di chiusura dei seggi… Non è nel mio stile, per questo mi sono sentito indignato, offeso nel profondo e toccato nell’amica”.

Per questo oggi - ha aggiunto il consigliere comunale - sono disposto a metterci una pietra sopra, a patto che mi si chieda scusa, per iniziare una nuova stagione, anche di collaborazione. Mi auguro che quella sia stata solo una parentesi…”.

Alle parole di Prestìà non è arrivata però alcuna risposta dai banchi della maggioranza. Nè, tantomeno, dalla bocca del sindaco Castello.

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