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SAN SEBASTIANO DA PO. Clara lascia la "Pace": "C'è un tempo per ogni cosa"

SAN SEBASTIANO DA PO. Clara lascia la "Pace": "C'è un tempo per ogni cosa"

Clara Viano con Giancarlo Giannini e Livio Viano

SAN SEBASTIANO DA PO. All’ora di pranzo di un giovedì come tanti, il telefono squilla puntuale. “Pronto? No guardi abbiamo chiuso”. “Sì, pronto? Mi spiace, il ristorante è chiuso”. Una, due, tre telefonate in poco meno di venti minuti.

Mentre chiacchieriamo, tra scatole di scarpe piene delle fotografie di una vita, seduti ad uno dei tavolini del bar, è un continuo alzarsi e rispondere, alzarsi e rispondere.

Perché la gente di qui, alla chiusura del ristorante “La Pace” di frazione Saronsella di San Sebastiano da Po, non ci ha ancora fatto il callo. O, meglio, non ci può ancora credere.

“Ma a chi? La Clara ha venduto? Ma dai!”.

Lunedì scorso, Clara Viano ha  servito l’ultimo risotto. “Agli amici continuerò a farlo a casa mia”, sorride. 

Ha 68 anni, due nipoti, Alissa e Nicole, di 4 e 2 anni, di cui occupparsi, e una vita da pensionata da iniziare a godersi. Così Clara Viano ha detto basta.

Adesso farò la nonna, mi compro una bicicletta e mi riposerò un po’”.

La trattoria “La Pace” è passata di mano ai proprietari di un ristorante di Superga, sulla collina di Torino. In questi giorni è chiusa ma il prima possibile riaprirà, sempre con le specialità tipiche della cucina piemontese, che da queste parti sono un must.

Farò un po’ di affiancamento in cucina, almeno all’inizio”, dice Clara. “Confesso che un po’ mi dispiace, anche se mi sento sollevata”.

Clara Viano da queste parti non ha bisogno di presentazioni. Sansebastianese doc, dopo aver frequentato le scuole primarie nel suo paese e a Casalborgone, giovanissima ha iniziato gli studi per fare la segretaria d’azienda. A 14 anni, come cameriera, s’avvia al mondo della ristorazione alla Trattoria dell’Abate gestita da Rina Ardissone, negli anni maestra e valida consigliera. All’Abate conosce quello che sarà il compagno di una vita, il marito Mario Molinaro. Dopo le nozze del 1975, con la suocera Rina, titolare dell’antica trattoria “La Pace”, inizia la collaborazione lavorando sia in cucina che in sala: memorabili e richiestissime le sue frittate di cipolle e pesci in carpione. Nel 1980 viene inaugurato il nuovo locale della Pace, con la suocera che le cede il testimone. Pochi anni dopo la trattoria si amplia con la costruzione di un nuovo salone. 

Negli anni il marchio della Pace è stato sempre quello: la cucina tipica piemontese, con piatti innovativi e all’avanguardia. Celebri i risotti di Clara e gli agnolotti di mele, i famosi “pom matan”, piatto tipico sansebastianese, nati proprio qui, in questo locale, 32 anni fa. “Ne abbiamo parlato per la prima volta seduti a quel tavolino là io e Franco Birolo”, indica e ricorda ancora Clara Viano. Ma anche i suoi dolci sono speciali: su tutti, la deliziosa bavarese.

Nel tempo nel suo ristorante sono passati centinaia e centinaia di chivassesi, frequentatori habituè della sua cucina, vari calciatori del Torino, attori e personaggi del mondo del teatro e della televisione del calibro di Michele Placido, Giancarlo Giannini, Marco Bocci e Nicoletta Braschi. 

Nel 2016 Clara Viano viene insignita del riconoscimento di “Commendatore d’Onore nella Confraternita d’la Tripa ‘d Moncalè”.

Tutto finisce nella vita - si congeda Clara Viano -. I miti e le istituzioni, ad esempio, prima o poi finiscono. E’ finito anche il mandato del Presidente della Repubblica, anche se poi l’hanno voluto ancora...”.

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