La sindaca Elena Piastra per rispondere all'interpellanza dei 5Stelle ha fatto un intervento lungo e esplicativo sul quadro generale delle azioni fatte finora dal Comune affinché la struttura sanitaria settimese possa diventare pubblica e non privata. Intanto il 9 febbraio si terrà una nuova assemblea dove si discuterà ancora una volta sull’ospedale. Lo scorso 13 gennaio la sindaca Piastra ha inviato una lettera al presidente Alberto Cirio e all’assessore Icardi per un incontro dove sarà chiesto di prendere in considerazione la possibilità che l’ospedale venga assorbito dal sistema dell’aziende sanitarie.
Piastra parte dall’ultimo punto dell’interpellanza, quindi sull’atto liquidatorio. Riprende l’assemblea del 29/06/21: “Parto da qui – dice la sindaca - perché è successiva al consiglio comunale dove chiedevo di poterci opporre all’ipotesi di messa in liquidazione della società Saapa. Noi come comune di Settimo ci opponiamo dal primo momento alla decisione intrapresa da Regione: primo per la mancanza di un piano industriale, fondamentale per un percorso liquidatorio, il fatto che non ci sia una strategia specifica da parte di Regione e andiamo anche a sottolineare che in questo momento con la normativa Covid non ci fosse nessuna necessità di messa in liquidazione della società, perché la norma dà la possibilità di ripianare nei servizi successivi e avrebbe permesso alla società di non trovarsi nella situazione di perdite in cui si trova oggi”.
Dopo l’assemblea di giugno, ci si ritrova nell’assemblea del 2 di luglio, qui Piastra sottolinea: “nell’assemblea del 2 luglio, prendiamo atto della relazione dell’amministratore unico, dove vengono precisati dei punti fondamentali, il Comune di Settimo chiede di mettere a verbale il non essere d’accordo rispetto alle proposte in quanto nella relazione la situazione finanziaria non è specificata in alcuni periodi, noi chiediamo pertanto di integrare e modificare quei passaggi, e diciamo che le difficoltà di Saapa possono essere intesi come i primi anni, quando Saapa non aveva ancora tutti i posti letto utilizzati, e poi naturalmente al fatidico 2020. Quindi a quel punto l’assemblea accoglie la volontà delle nostre integrazioni e ribadiamo che siamo contrari alla chiusura della società della messa in liquidazione per terzi, e votiamo contro l’esclusiva difficoltà finanziaria”.
Dopo le assemblee, cosa avviene? “Non ci si incontra più come assemblea dei soci, - aggiunge ancora - ma avviene l’atto fondamentale di Regione Piemonte (verbale 223 il 2 agosto ndr) dove la Giunta regionale, sentita la relazione dell’assessore alla Sanità Icardi, relazione che non è mai stata data ai soci seppur richiesta – sottolinea Piastra - viene espresso parere non favorevole alla trasformazione della gestione sperimentale dei servizi in gestione ordinaria, pertanto con tale provvedimento dispone la chiusura del programma sperimentale gestionale relative a Saapa per la gestione dell’ospedale di Settimo e demanda a successivo provvedimento regionale previa proposta di Città di Torino AslTo4 nuovi sistemi organizzativi gestionali dei servizi sanitari attualmente retti (235 posti accreditati)”.
Questa Dgr quindi chiude la sperimentazione gestionale e “implica che la società vada in liquidazione come è scritto nell’articolo 27. Quindi il consiglio comunale attraverso me – continua Piastra - in quanto socio dice di non mettere Saapa in liquidazione per perdite, ma i soci non procedono in tal senso. Noi come soci ci opponiamo alla relazione utilizzata e rivendichiamo il fatto che la motivazione data non regga.
Il 7 settembre la Giunta regionale con la delibera del 2 agosto, ha deliberato la chiusura della fase sperimentale e che conseguentemente lo scioglimento della società e di conferire all’organo di liquidazione i più ampi poteri.
Alla domanda nell’interpellanza se Il Comune potesse ancora fare qualcosa per recuperare e indurre la scelta pubblica, Piastra risponde: “Abbiamo tentato con il Pnrr con l’ospedale di comunità. Nel comitato dei liquidatori del 23 dicembre dove un revisore chiede se sia stata verificata la possibilità che l’ospedale di Settimo Torinese possa essere inserita nell’elenco dei progetti finanziabili dal Pnrr, escludendo così la possibile disponibilità a potenziali acquirenti. Ecco perché noi abbiamo insistito così tanto sull’ospedale di comunità. A questo punto il liquidatore Alessandro Rossi specifica che in un’occasione l’ipotesi di inserimento della struttura sanitaria settimese nei progetti del Pnrr come futuro ospedale di comunità, ma che questa ipotesi risulta invece annullata dalle più recenti decisioni regionali, che prevedono la collocazione dell’ospedale di comunità in altro comune piemontese. Uno dei liquidatori richiama il fatto che, non paiano esserci altre possibilità in mancanza di presa in carico da parte degli enti sanitari territoriali, l’unica alternativa possibile è quella di garantire continuità al servizio offerto tramite l’alienazione del bene. Cioè i liquidatori non possono far altro che procedere con la richiesta di cercare sui mercati enti e acquirenti”.
“Il 13 gennaio abbiamo inviato una lettera al presidente Alberto Cirio e all’assessore Icardi per poterci incontrare e abbiamo chiesto di prendere in considerazione la possibilità che l’ospedale venga assorbito dal sistema dell’aziende sanitarie, ma non abbiamo ricevuto risposta formale, ma dovremmo essere convocati in tempo breve. Nel frattempo è arrivata la convocazione di una assemblea che sarà il 9 di febbraio alle ore 10. E lo scorso 20 gennaio ho scritto a Icardi chiedendo la sua presenza in assemblea, come è giusto che sia. Ma al momento non abbiamo ancora ottenuto nessuna risposta” conclude la sindaca.
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