Cari amici, mi addolora darvi un triste comunicazione, riguardo ad una mia
recentissima presa di coscienza: soffro di arteriosclerosi fin dalla prima
infanzia. E dopo la mia breve spiegazione, concorderete con me riguardo al mio
infausto destino.
Ebbene, sabato scorso mi trovavo impegnato in un volantinaggio pacifista presso
il mercato di San Grato (di cui peraltro ignoravo, fino a pochi giorni prima,
l'esistenza, e questo si aggiunge agli altri sintomi di cui sopra); mentre
operavo con leggiadria, ebbi modo, per un attimo, di spaziare lo sguardo oltre
i confini degli stand; e mi ritrovai, attonito, ad osservare una ingombrante
(in senso buono, intendiamoci) costruzione di stampo medievale, mai notata
prima!
Riflettendoci su, mi resi conto che quei territori, una trentina di anni fa,
li avevo bazzicati a fini sportivi, ma non mi ero accorto di quella presenza
tanto rilevante.
E a mia ulteriore colpa va aggiunta la conoscenza di Via Torre Maridon, eppure
da me considerata vestigia nominale di arcaiche costruzioni. Quale Torre
Balfredo, per intendersi.
Vi è dunque che per me quella struttura era comparsa lì da un giorno all'altro,
e invece no, dominava il territorio da secoli.
A titolo consolatorio va considerato che pochi hanno preso in considerazione
tale fortificazione, e infatti la documentazione scarseggia come non mai. Ed è
particolarmente contraddittoria. Secondo alcune fonti la costruzione risale
addirittura al IX secolo, e l'aspetto arcaico sembrerebbe confermarlo. In
effetti si tratta di una torre alquanto tozza, in pratica qualcosa di
intermedio tra una torre e un castello primordiale. Una struttura intermedia
tra un Maschio e un Dongione.
Altre fonti invece fanno riferimento alle lotte contro il Monferrato, e
conseguentemente collocano la costruzione al 1300, in tempi quindi savoiardi.
Potrebbe comunque trattarsi di lavori di rinforzo su una costruzione
preesistente. Secondo queste ultime fonti, la costruzione e il suo nome
sarebbero dovute a tale Maredonio de Solerio.
Dopo di ciò, il nulla o quasi. L'unica è affidarsi al Carandini, che parla di
riunioni carbonare nel 1799, ma vi sono dubbi se siano avvenute davvero alla
Torre Maridon o a quella di Monte Marino, sopra il comune di Salerano. Per non
sapere né leggere né scrivere possiamo immaginare che tali incontri
segretissimi fossero organizzati da tale Gigno Vinia, che utilizzava il carbone
dell'organizzazione per riscaldare la tofeja cucinata sul putagé di casa.
Mi rincresce che, non conoscendosi nulla della Torre Maridon, non vi sia alcun
aneddoto riguardante Georgia Popolo e Anna Malo, e dobbiamo dunque
accontentarci di quanto detto su Gigno.
In ogni caso, a titolo penitenziario mi sono recato quel giorno stesso fino
alla Torre; zero indicazioni per raggiungerlo, zero descrizioni, ma abbondanza
di cartellonistica intimidatoria sulle precarie condizioni della struttura!
Ora vado a dormire, e sognerò decine di torri canavesane.
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