Tamponi nelle parafarmacie, l’emendamento bocciato è il quinto da inizio pandemia. “Siamo stanchi e arrabbiati. E’ una vergogna inaccettabile. Dicono che le parafarmacie non fanno parte del sistema sanitario, che non sono collegate al sistema della tessera sanitaria. Ma stiamo scherzando?” dice Franca Scarabello, referente per il Piemonte della Fnpi (Federazione nazionale parafarmacie italiane) nonché farmacista e titolare della parafarmacia “Aurora” di Settimo Torinese.
Continua a non essere chiaro il motivo del perché le parafarmacie continuano ad essere escluse dal circuito dei tamponi Covid. Qualcuno dice che si tratta di lobby. Intanto l’emendamento dei Cinque Stelle al decreto Covid è stato bocciato anche da Italia Viva. Nei giorni scorsi la senatrice di Italia Viva, Annamaria Parente ha affermato sui social: “Le parafarmacie sono esercizi commerciali che non fanno parte del servizio sanitario nazionale”. A questo proposito Franca Scarabello ha risposto al post su facebook della senatrice: “Forse lei non si rende conto che non siamo deficienti ma professionisti con una laurea, un’abilitazione. Mi chiedo quanti politici ce l’hanno una laurea? Noi parafarmacie facciamo parte del sistema sanitario nazionale e siamo collegate al sistema delle tessera sanitaria. Utilizziamo lo stesso sistema delle farmacie. Cosa ancora non è chiaro? Volete prenderci ancora in giro?”.
Da mesi i titolari di parafarmacie stanno portando avanti questa battaglia. Non riescono a capacitarsi sul fatto che loro non possono effettuare tamponi e vaccini e tantomeno stampare greenpass: “Ci hanno escluso fin dall’inizio. Adesso si inventano che non facciamo parte dello stesso sistema sanitario. Ma stiamo scherzando?” commenta ancora la Scarabello.
L’estensione alle parafarmacie della possibilità di effettuare tamponi divide a livello nazionale due azionisti del Governo Draghi: da una parte i Cinque Stelle, che sono a favore e dall’altra Italia Viva. Il 12 gennaio scorso, infatti, l’emendamento è stato nuovamente bocciato. Contro la modifica del decreto Covid, che ha avuto 13 voti contrari e 11 favorevoli, si è schierato tutto il centrodestra, più Italia Viva. L’emendamento aveva avuto parere favorevole del governo e del relatore del provvedimento. Alla fine l’emendamento è stato trasformato in un ordine del giorno che ha avuto il parere favorevole del Governo ed è stato approvato dall’aula del Senato e che impegna il governo a “trovare soluzioni più adeguate” alle code davanti alle farmacie per i tamponi e offrire alternative.
Intanto il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane Davide Gullotta ha affermato che “le parafarmacie sono pronte a scendere in campo per l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi e che la bocciatura dell’emendamento al Dl Covid è vergognosa”.
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