“Ci sentiamo beffati. I vaccini dai barbieri e non nelle parafarmacie. Tutto questo è assurdo”. Non si capacita la dottoressa Franca Scarabello, farmacista e titolare della parafarmacia di via Mazzini a Settimo Torinese. La battaglia della farmacista settimese continua da mesi: “Sembra che si vada avanti come i gamberi. Stiamo combattendo da due anni circa affinchè le parafarmacie possano essere trattate allo stesso modo delle farmacie perché potrebbero essere utili ai cittadini in questo momento di pandemia. Perché nelle nostre parafarmacie non possono essere somministrati i vaccini, effettuati i tamponi e stampati i green pass? Mentre dal barbiere si? Io non riesco a farmene una ragione”.
Il barbiere rasa la barba, l’altro taglia i capelli e poi c’è il medico che inocula il vaccino. Tutto effettuato nello stesso locale commerciale. E’ quanto accaduto a Palermo. Da quel momento i farmacisti delle parafarmacie sono ancor più sul piede di guerra.
“Vaccini dal parrucchiere, Green pass dal tabaccaio, CUP tolto in piena pandemia. – sottolinea la dottoressa Scarabello - Avremmo potuto essere molto utili ai cittadini. Ci vengono impediti di fare corsi ecm obbligatori per i farmacisti con il tacito consenso di chi dovrebbe tutelarci il nostro presidente Mandelli non ci ha difesi facendoci inserire in questi corsi ad esempio. È una grande ingiustizia e discriminazione perché conta il professionista e non dove esercita la sua professione”.
La dottoressa Scarabello nonché referente del Piemonte della Federazione nazionale parafarmacie italiane chiede ancora: “Tra l’altro i tamponi possono essere fatti in modo domiciliare da un infermiere che si reca a casa del paziente. Noi dobbiamo rispettare tutte le normative, lì vengono rispettate? Tra l’altro noi dispensiamo col sistema sanitario nazionale alla pari nelle farmacie e non concedendoci tutte queste cose ci danneggiano oltre economicamente ma anche l’immagine sminuendo la nostra figura di farmacista. Non riusciamo davvero a capire il perché stia continuando ad accadere tutto questo”.
Tale situazione è ormai denunciata dai farmacisti delle parafarmacie da più di un anno, da quando chiedono a gran voce di poter contribuire con i loro esercizi farmaceutici alla campagna vaccinale e dei tamponi.
“Purtroppo ci stanno danneggiando – continua la professionista settimese – stiamo continuando a denunciare un’assurda situazione di ostinazione contro i farmacisti di parafarmacia. Nei fatti noi abbiamo gli stessi controlli e criteri di sicurezza oltre che identici software gestionali delle farmacie. Tutto ciò è una questione politica perché portiamo via lavoro e le lobby sono più potenti di noi”.
La farmacista di Settimo già nei mesi scorsi aveva lanciato l’appello di riportare le parafarmacie sullo stesso livello delle farmacie ritenendo che implementare tali servizi porterebbe indubbi vantaggi sia al cittadino che al sistema sanitario nazionale avendo a disposizione 4500 nuovi presidi utili ad erogare servizi.
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