Che il Carnevale si potesse fare ci aveva creduto per qualche settimana solo Vincenzo Ceratti. Il Generale Vincenzo Ceratti, l’imprenditore Vincenzo Ceratti, il segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti. La chiamavano “Trinità”. Con l’autorevolezza del primo, la calcolatrice alla mano del secondo, l’autorità politica del terzo.
Quando il sindaco Stefano Sertoli ha letto certe sue dichiarazioni sui giornali, per un attimo, non ci ha capito più nulla. Ha incominciato a cercare qualcuno che gli desse un pizzicotto: “Ditemi che non è vero.... Ditemi che non è vero...”.
Divorato dal dilemma su che cosa gli convenisse di più: una grossa grassa risata proveniente dal bassoventre o mettersi a piangere. S’aggiungeva, quasi in contemporanea, quell’altra spina nel fianco del raccomandato dalla senatrice Virginia Tiraboschi (anche lei di Forza Italia)per la presidenza del consiglio di amministrazione della Fondazione dello storico carnevale. Ci ha pensato. Ci ha ripensato. Rimuginato e rimuginato ancora. La via di fuga è stata eccezionale. Ha cominciato a contare i giorni come si contano le pecorelle. Obiettivo non tanto dichiarato ma che han capito tutti: portarsi più avanti che poteva, fin quasi fino alla sfinimento. Infine, ha fatto dire agli aranceri che non c’era più il tempo per comprare le arance, alle Componenti “tutte” che non avrebbero rischiato un euro con il proprio portafoglio e al “milanese” che a gestire gli “scampoli” di una manifestazione non era proprio il caso. E manco a dirlo era la risposta che lui voleva sentire per riportare sul “trono di spade” l’amico di tante battaglie sul sessismo.
Parola d’ordine: decantazione. Che fa rima con depurare, epurare, filtrare, purificare, sedimentare... Agitare una bottiglia con le bollicine fino a farla sgasare tutta, con la flemma di un sommelier alle prime armi. Bon apetit.
Pomposo all’inverosimile il comunicatoinviato ai media dalla Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea di tutto questo non parla.“La sofferta decisione - si legge - è stata presa in accordo con tutte le parti coinvolte, considerando l’incertezza e imprevedibilità degli scenari futuri, incompatibili con le esigenze organizzative dell’evento, e valutando non attuabile alcuna soluzione che potesse garantire lo svolgimento della manifestazione in condizioni di normalità e sicurezza. La natura e le caratteristiche dello Storico Carnevale di Ivrea non consentono peraltro di immaginare un’edizione limitata, nel rispetto doveroso e responsabile delle normative vigenti, al punto da essere profondamente e irrimediabilmente snaturata. La scelta di una cancellazione, dolorosa quanto purtroppo inevitabile, è stata presa proprio nel rispetto dell’integrità della manifestazione, delle figure storiche che la animano, dei tanti volontari, degli aranceri, di tutti le persone coinvolte e delle migliaia di visitatori che ogni anno accorrono da ogni parte del mondo proprio per assistere a qualcosa di unico...”.
Insomma nulla di nuovo sotto il sole: se del domani non c’è certezza con il cavolo che si comprano le arance....
Restava la legge di Murphy. Qual è il colmo di uno che voleva fare il Generale a Ivrea e non glielo facevano fare? Esserlo (se non altro sulla carta) per 4 anniconsecutivi. Per la verità neanche tanti, considerando che nella storia (profondissima) c’è chi la sciabola e la feluca l’ha tenuta in mano anche per 10(Antonio Pezzati, Savino Panietti, Roberto Tarditi e più vicino a noi Ciro Merli...)
Per la cronaca il CdA della Fondazione dello Storico Carnevale si impegna a valutare nelle prossime settimane, insieme all’Amministrazione Comunale e alle Componenti tutte, se ci saranno le condizioni per realizzare alcune iniziative speciali al di fuori del normale programma della manifestazione, come già effettuato lo scorso anno con il progetto social #uncarnevalediricordi.
S’aggiungeranno - non c’è regolamento che tenga - le “passeggiate” del Generale, i suoi proclami e qualche canzone stonata.
“Ci auguriamo - conclude la Fondazione- di tornare presto a vivere la nostra festa in totale sicurezza e con lo spirito che l’ha resa un evento unico al mondo...”. A chi lo dice...
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