Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, non facile celebrarlo quando contiamo 109 femminicidi (40% di tutti gli omicidi commessi nel nostro Paese) e di cui soltanto nell’ultima settimana abbiamo pianto la morte di 4 donne e di 3 bambini.
Perché dunque questo 25 novembre? perché non può più essere una ricorrenza in cui indignarsi e poi il giorno dopo ricominciare a contare le vittime, e questa volta, non solo le donne ma sempre di più anche i bambini.
Dati che ribadiscono che l’emergenza continua, i nomi delle vittime raccontano di storie al limite, di denunce e che il sistema non ha saputo fermare la violenza.
Dobbiamo mantenere viva l’attenzione alla violenza sulle donne che, ancora oggi, è una delle violenze dei diritti umani più vergognosa.
Una violenza che non conosce confini, né geografia, età, cultura o ricchezza.
Come Democratiche, abbiamo organizzato, a livello nazionale, la nostra “Agorà democratica”, oggi 23 novembre, presso la Casa internazionale delle donne di Roma, per elaborare proposte che aiutino ad “affrontare il tema della disparità economica, culturale e di potere rispetto agli uomini”.
Le agorà sono fondamentali perché così possiamo “arrivare dove non arriviamo, a non far sentire nessuna sola e ad affermare come società il principio che la libertà e l’autonomia delle donne non sono mai negoziabili”.
Ma fronteggiare certi temi esclusivamente in occasione delle ricorrenze annuali non è abbastanza, “si deve uscire dalla retorica”, dobbiamo fare, dobbiamo lavorare per cambiare la cultura del patriarcato, lavorare sulla formazione, sulla informazione e comunicazione.
Su quanto sopra abbiamo lanciato l’iniziativa “Ogni giorno è il 25 novembre”: un forum permanente grazie al quale si aprirà la porta dei circoli del PD (in questo caso quello di Ivrea) per organizzare incontri, discutere di violenza sulle donne e disuguaglianza di genere.
In Italia viene uccisa una donna ogni 3 giorni e, il nostro impegno inizia dalla informazione, dall’aiutare a denunciare, ad uscire dal silenzio: esporremmo all’esterno di ogni circolo il numero telefonico antiviolenza e stalking 1522, in modo che chiunque possa vederlo.
Questo è solo un primo semplice passo di mille altri che siamo pronte a fare!
C’è bisogno di “uno scatto, una rivoluzione culturale e politica che metta la sconfitta della violenza di genere al primo posto, investendo sull’autonomia, l’empowerment delle donne e sul cambiamento degli uomini”.
Una rivoluzione culturale crediamo sia possibile e noi abbiamo l’obbligo di adoperarci perché esso avvenga!
Portavoce Democratiche
Circolo di Ivrea e Cascinette
Gabriella Colosso
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