In ufficio, in fabbrica, dal parrucchiere, nei negozi, non si parla d’altro: Green Pass.
Come spesso capita in Italia quando c’è un argomento sul quale si può tifare ne sentiamo di tutti i colori.Qui riferisco solo due di quelle che ho sentito: in un negozio, la titolare (no green pass) di fronte all’obiezione di un cliente che diceva di essere stato obbligato a vaccinarsi contro il tetano, affermava con convinzione che “l’antitetanica è in Costituzione, il vaccino contro il COVID invece non è in Costituzione”.
Sull’altra sponda, sempre in un negozio, un signore elegante (credo del PD) affermava che “chi non vuole il green pass non vuole pagare le tasse” (…)
Ovunque si respira tifoseria, rottura, cova sotto la cenere una brutta sensazione di ostilità, di contrapposizione sociale e individuale, di risentimento. L’obiezione al vaccino si mescola con le tensioni sociali e con la lotta contro l’obbligo del green pass da parte di molti lavoratori.
In questo brodo di coltura ritorna la violenza di piazza che culmina nell’assalto e devastazione della Sede della CGIL nazionale, guidata e organizzata da personaggi ed organizzazioni che si richiamano al nazismo e al fascismo e ai loro simboli.
La politica, di destra e di sinistra, anziché interrogarsi ed adoperarsi per isolare i violenti e porre le condizioni per lo scioglimento effettivo e reale delle formazioni neofasciste preferisce provare a tirare la coperta dalla propria parte. La Destra si dichiara estranea e fa la vittima, la sinistra (o presunta tale) si rincuora sentendosi dalla parte giusta o quanto meno (dopo tanto tempo) dalla parte della maggioranza del paese.
L’eco di questo clima arriva anche a Settimo. L’assessore Volpatto, delegato allo Sport e al Lavoro e portavoce della Sindaca per le dichiarazioni politiche, chiama alle armi. “E’ ora di schierarsi” afferma, contro tutti i fascismi e per il green pass.
Ancora una volta, l’assessore non poteva rappresentare meglio la confusione mentale che regna sovrana. Cosa c’entra il green pass con i fascismi ?Perché regalare all’estrema destra la protesta di piazza di migliaia di cittadini che manifestano un disagio e una confusione che non è però molto diversa da quella rappresentata dall’Assessore ?
“E’ ora di schierarsi” afferma l’Assessore contro “piccolissime minoranze” che “vanno allontanate”.
L’81% della popolazione è vaccinata con due dosi (afferma al TG il Generale Figliuolo). Il 28% dei lavoratori è contrario al Green pass (affermano gli istituti statistici).
Queste contrapposizioni non hanno mai aiutato la sinistra. Prima o poi le “piccolissime minoranze” potrebbero diventare maggioranze o, semplicemente, come già accade, ingrossare le fila di chi non crede più alla democrazia, alla politica, alle elezioni.
“E’ ora di schierarsi” dichiara chi ha bisogno di essere “tifoso” solo perché non è capace di giocare, di mediare, di convincere, di interrogarsi se tutto questo sia davvero necessario e non invece l’ennesimo colpo alla credibilità di una classe politica che ama schierarsi dopo aver fatto l’ultimo sondaggio o valutato la convenienza nel breve periodo.
Per quanto mi riguarda ho fatto il vaccino quando è stato il mio turno e ritengo che il governo avrebbe dovuto con coraggio renderlo obbligatorio assumendosi la responsabilità di restrizioni conseguenti ma offrendo, nel contempo, alternative di vita alla minoranza “ribelle”.
Ma per favore, spiegatemi cosa c’entra tutto questo con essere di sinistra ?
L’assessore Volpatto conclude la sua sequela di dichiarazioni guerresche chiedendosi dov’è la “sinistra locale”. E’ certamente un passo avanti per chi fino ad ora aveva negato l’esistenza stessa di una sinistra a Settimo (diversa da lui dalla Sindaca e alcune altre amiche e amici suoi).
Di fronte agli striscioni di Casa Pound all’Ospedale, alle svastiche alla Camera del Lavoro, all’assalto alla CGIL nazionale, “dov’era la sinistra ?” tuona l’Assessore tifoso.
Dimentica l’Assessore che i guai all’ospedale, dando spazio agli striscioni di casa Pound li ha fatti il PD, la Sindaca e l’Amministrazione Comunale. Per quando riguarda gli attacchi alla Camera del Lavoro e alla CGIL posso dire all’Assessore che se lui o il PD ci fossero stati avrebbero visto che la sinistra settimese c’era. In modo unitario, senza video e in modo sobrio come sempre ma c’era, sia a Settimo che a Torino a difendere un simbolo del lavoro e dei lavoratori qual è il maggior sindacato italiano.
Se vuole fare questo gioco al “chi l’ha visto” l’assessore Volpatto provi a chiedere nella Giunta di cui lui fa parte o nella sua maggioranza, quanti erano presenti a questi presidi (o anche solo consapevoli della loro esistenza). Chieda alla stessa platea quanti hanno avuto in tasca una tessera sindacale, con convinzione e non solo qualche mese per aiutarli nella carriera. Chi scrive ha 43 anni di iscrizione alla CGIL e 44 all’ANPI anche per questo si può dire che l’Assessore ha nuovamente perso l’occasione d’oro del silenzio.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.