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16 Luglio 2021 - 12:16
Il sindaco di Mappano, Francesco Grassi
Nuovo capitolo nel contenzioso tra il Comune di Mappano e i Comuni cedenti (Borgaro, Caselle e Leini). E il tema è sempre lo stesso: i soldi che Mappano chiede, sulla base di uno studio di una società torinese, e che le tre municipalità non voglio dare.
Il motivo è semplice: viene contestato lo studio stesso, che ritengono sbagliato, e soprattutto, dove non tiene conto di tante spese effettuate dalle tre municipalità e mai ristorate da Mappano. Neanche in minima parte.
E così, in ben due circostanze, in videoconferenza, si è tenuta una riunione tra Grassi, Gambino, Baracco, Pittalis e il prefetto Claudio Palomba.
“In qualità di Comuni cedenti abbiano ritenuto la Prefettura l’attore più ideale in questa opera di mediazione con il Comune di Mappano. Anche perché, tutto l’iter che ha portato alla nascita della nuova municipalità è stata seguita e monitorata dalla Regione ma anche dalla Prefettura, tramite il commissario prefettizio. Il Prefetto Claudio Palomba ha ascoltato con molta attenzione le nostre istanze e il perchè della nostra posizione così differente rispetto a quella dell’Amministrazione Comunale di Mappano. Come già detto in occasione della delibera con la quale Mappano chiedeva a noi delle importanti somme, qualsiasi richiesta deve essere al netto di quanto noi abbiamo speso per gestire la nuova municipalità. Ma si dovrà tenere conto, ad esempio, anche del contributo di Borgaro, nel 2014, nel farsi carico per conto del Consorzio di Bacino 16 delle partite insolute maturate nel periodo 2005-2012 relative alla tassa raccolta rifiuti. Ed è solo un esempio. O i mutui. O, ancora, i soldi dell’illuminazione pubblica”, spiega il sindaco di Borgaro, Claudio Gambino.
A ruota anche Luca Baracco, primo cittadino di Caselle, cittadina a cui Mappano chiede ben 3.5 milioni di euro, a fronte degli 860mila euro che chiede a Borgaro: “Dobbiamo dividere la questione in due grandi temi: il pregresso ante 2017 e e 2018, 2019, 2021 e 2021. Anni nei quali i Comuni cedenti hanno continuato, e stanno continuando, a pagare per Mappano, utenze e mutui. Facendo un conto per questi anni è il Comune di Mappano a doverci 750mila euro. Tra l’altro il conto che hanno fatto è relativo all’avanzo di amministrazione complessivo e non sulla parte libera che è di 1,2 milioni di euro dei quali a Mappano spetterebbero 300mila euro e non 3,5 milioni. Apprezzo l’impegno del prefetto Palomba, ma Caselle non è più disponibile a continuare a pagare centinaia di migliaia di euro ogni anno per un Comune che dal 2018 ha una propria fiscalità. Ci aspettavamo l’approvazione definitiva del bilancio del Cim al 1 gennaio 2021 e la sua contestuale chiusura, ma così non è stato ed ora a 7 mesi di distanzi siamo tornati a parlare della stessa storia. La mia proposta è che Mappano entro settembre determini la chiusura del Cim, risarcisca i Comuni cedenti e poi potremo andare a parlare del pregresso ante 2017”.
E i primi passi, in questa direzione, paiono essere arrivati, visto che si è trovata la quadra sul Cim, che sarà chiuso entro l’estate, e sulle quote dei tre Comuni nelle varie partecipate. Come Trm, Seta e Smat. Per il resto, invece, si dovranno attendere i prossimi mesi. Ma la sensazione è che, questa volta, il buon senso vinca su tutto. Altrimenti per Mappano potrebbe essere un inverno piuttosto complicato. E fra un anno, si voterà…
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