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11 Giugno 2021 - 12:31
I consiglieri di "Per Castellamonte"
CASTELLAMONTE. Era parso, all’inizio del mandato, che la minoranza di centro-destra di Castellamonte (vale a dire il gruppo “Per Castellamonte”) fosse tranquilla, quasi silente e poco polemica. Mai impressione fu più sbagliata. Nelle ultime sedute è stata molto attiva, molto interventista e molto polemica.
Quale tipo di polemica tenda a portare avanti, questo è un altro paio di maniche.
E’ un modo di fare opposizione basato sulla contestazione fine a sé stessa, sull’attacco personale, sulla messa in dubbio della buona fede e della correttezza altrui.
Anche se Valentina Coppo, la più moderata dei tre, ha mostrato in alcune occasioni di non condividere quest’aggressività spinta, finisce per adeguarvisi con una certa riluttanza. C
hi mostra di trovarsi benissimo nel ruolo dell’oppositore sanguigno è invece Rocco Santoro, che ama calcare la mano sulle presunte colpe altrui, esprimendo giudizi aspri sugli avversari e rifiutando i tentativi di dialogo.
In mezzo sembra collocarsi Fabio Garaffa, che a volte pare voler lanciare il sasso e ritirare la mano mentre in altre occasioni si mostra a suo agio nel ruolo dell’attaccante.
Tanta combattività della minoranza non è tuttavia sorretta da un’adeguata conoscenza dei meccanismi amministrativi, nemmeno da parte di Garaffa, che pure aveva ricoperto il ruolo di vicesindaco durante il primo mandato di Mascheroni.
E’ un problema non certo castellamontese: da più di vent’anni a questa parte chi entra per la prima volta in un consiglio comunale è spesso del tutto inesperto, senza militanza pregressa, senza conoscenze giuridiche.
Non sarebbe un grave problema se, come accadeva in passato, l’apprendista venisse aiutato dal veterano. Non è così: anche gli amministratori di lungo corso e quelli legati ai partiti politici di ogni colore si comportano come novellini e basta che passino dalla maggioranza all’opposizione per dimenticare tutte le nozioni che avevano appreso.
Nell’ultima seduta di Consiglio comunale la volontà del gruppo “Per Castellamonte” di attaccare la maggioranza a tutto campo si è evidenziata da subito. La minoranza ha votato contro l’approvazione dei verbali della seduta precedente ritenendo che nel resoconto della seduta le sue argomentazioni fossero state messe in ombra. Ha dichiarato Garaffa: “Per quanto mi riguarda, faccio riferimento alle dichiarazioni sui criteri del bando per il campo di calcetto e per la palestra: avevo fatto un unico intervento riguardante però entrambi i punti ed è stato riportato in uno solo. Così pure per altri colleghi di opposizione: le loro considerazioni non sono state riferite integralmente e comunque non nella parte che ci sembrava più rilevante”.
Il sindaco si è detto pronto ad accogliere la richiesta: “Non mi sembra un problema macroscopico: si può benissimo precisare che l’intervento del consigliere riguardava tutte le delibere”.
D’accordo anche il segretario comunale, che ha però puntualizzato: “Il verbale non è una trascrizione: deve sintetizzare quello che si ritiene più pregnante rispetto alla delibera. Quando un concetto viene ripetuto più volte, lo si scrive una sola. Se poi il consigliere vuole che venga riportata esplicitamente una sua frase, o lo chiede per iscritto allegandola o me la detta; io ne prendo atto e la trascrivo”.
Il capogruppo d’ opposizione Santoro non si è sentito rassicurato ed ha ribadito il voto contrario del gruppo sui verbali: “Abbiamo voluto far presente questa questione. Faremo sicuramente più attenzione. Va bene la sintesi ma, visto che va a nostro sfavore, votiamo contro”.
Al centro dell’attenzione, nella seduta di consiglio svoltasi a Castellamonte, non vi è stato il Rendiconto Finanziario, che ha suscitato poco interesse nel principale gruppo di minoranza. Il grosso delle discussioni ha riguardato le tre interrogazioni presentate da “Per Castellamonte”, di cui l’ultima inserita successivamente nell’ordine del giorno, essendo pervenuta il 25 maggio, quando le convocazioni erano già partite. Avrebbero voluto aggiungerne una quarta ma evidentemente il tempo è mancato.
Fabio Garaffa ne ha comunque illustrato il contenuto, che riguardava i lavori in corso sul campo da basket: “Visto che è previsto un parcheggio nell’angolo da cui si entra nella Scuola Materna e che in passato si era valutata la possibilità di realizzare una rampa, volevamo chiedere se fosse possibile inserirla in corso d’opera. Servirebbe ad evitare che chi non può utilizzare i gradoni debba entrare dallo stradone”.
Il sindaco si è detto disponibile a valutare la proposta: “Ne prendiamo atto. Bisogna vedere se sia fattibile dal punto di vista sia economico che legale”.
Le prima interrogazione riguardava l’appalto delle pulizie negli edifici comunali, con un attacco al vicesindaco Medaglia. La seconda, dal titolo un po’ burocratico di “Utilizzo improprio dell’area mercatale e strade limitrofe”, era in realtà un’accusa all’amministrazione di non occuparsi della sicurezza dei cittadini e di non contrastare lo spaccio di stupefacenti. La terza concerneva le “Condizioni del verde pubblico in capoluogo e frazioni”.
La discussione è stata ampia ed ha coinvolto più soggetti, malgrado il sindaco avesse esordito con una precisazione: “Onde evitare quel che è capitato la volta scorsa, ricordiamo che questa è la procedura: uno legge; sarà data la risposta; si dice brevemente se si è soddisfatti o meno”. In realtà non è stato così nemmeno in quest’occasione e gli interventi si sono intrecciati: evidentemente Mazza preferisce il libero confronto al rispetto letterale delle norme quando si tratta di contestazioni al proprio operato ed a quello della sua giunta. Caratteristica che probabilmente non viene notata più di tanto dai suoi interlocutori ma che appare evidente se si sa come funzionino le cose in altri comuni della zona.
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