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04 Giugno 2021 - 23:57
La foto dei tori della Camargue in fuga scattata nei campi di Fiano
Due dei tre tori della Camargue ancora "a spasso" per i boschi di Druento, San Gillio, La Cassa, Givoletto, Fiano, Vallo e Varisella, giovedì sera sono stati avvistati a Fiano, nei campi di via Rossini, come testimonia la fotografia scattata da una fianese, la signora Piera Di Lernia, e immediatamente postata sui social e inviata al sindaco Luca Casale.
Dopo settimane in cui si erano perse letteralmente le tracce dei tre tori di razza Camargue, fuggiti dal ranch San Lorenzo di San Gillio un mese fa (erano cinque, ma uno è stato catturato e l'altro, purtroppo, è stato ucciso a seguito di un incidente stradale, ndr), ieri una vera e propria svolta.
Una svolta che arriva dopo la lunga lettera inviata dai sindaci al prefetto Claudio Palomba. Nella missiva, i primi cittadini hanno specificato, ancora una volta, come non possano continuare a presidiare l’area giorno e notte. “E non possiamo continuare a organizzare appostamenti, squadre di volontari, Aib, Protezione Civile e polizia municipale. Non abbiamo i mezzi e le risorse. Anche dal punto di vista economico”, precisa Gian Carlo Balbo, sindaco di San Gillio.
E se i cartelli per la “allerta tori” continuano ad essere presenti lungo le provinciali, ieri sera i guardiaparco de La Mandria, insieme agli agenti faunistici della Città Metropolitana, hanno nuovamente effettuato una perlustrazione notturna, con tanto di termocamere e visori notturni. Ma la caccia ha dato esito negativo, seppur ripetuta nella mattinata di venerdì. Come già ripetutamente detto, le battute non sono per uccidere gli esemplari ma per sedarli, catturarli e riportarli nel ranch.
"Non è detto che siano ancora qui. Purtroppo, ieri sera, quando sono stato avvertito e, a mia volta, ho avvertito chi di dovere, ma non c'era il veterinario dell'Asl To3 che avrebbe dovuto portare il sedativo. Una occasione persa, purtroppo", sottolinea, con amarezza, il sindaco di Fiano, Luca Casale.
“Adesso la situazione sta diventando ridicola. Chi doveva decidere non ha deciso. Il problema rimane e non può essere secondario o messo in un cassetto. Cosa può succedere? Che il toro arrivi sulla provinciale e provochi un incidente, piuttosto che qualcuno se lo possa trovare davanti a casa. E ieri sera a Fiano ne è stata la dimostrazione tangibile. Il vero problema è che nessuno vuole parlare di abbattimenti…”, conclude Carlo Vietti, sindaco di Druento.
Ora si proverà a coinvolgere anche i militari del 34esimo Distaccamento Permanente Aves Toro di Venaria con i loro elicotteri che, assieme alle guardieparco, dovrebbero monitorare la vasta area dall'alto, sperando di individuarli, sedarli e catturarli.
Per il momento è solo una ipotesi, visto che deve esserci il "via libera" da parte dell'Esercito.
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