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CHIVASSO. Le regole non devono valere solo per noi italiani, ma per chiunque metta piede nel nostro Paese

CHIVASSO. Le regole non devono valere solo per noi italiani, ma per chiunque metta piede nel nostro Paese

Cristina Cerato

“Un tema importante da affrontare è sicuramente quello dell’immigrazione, soprattutto in era Covid, dove la salute è al primo posto e le regole dovrebbero, più che mai, essere uguali per tutti quelli che calpestano il suolo italiano… ma ovviamente non è così” afferma Cristina Cerato di “Partite iva Chivasso”, con cui abbiamo voluto affrontare questo delicato argomento. Stiamo forse vedendo un briciolo di luce nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ma al Governo continuano a sbizzarrirsi con imposizioni che fanno quantomeno pensare… l’obbligo di tampone o quello di avere il pass vaccinale per spostarsi fra regioni di colore diverse o per andare all’estero, ad esempio. Con il pass valido per una durata di 6 mesi e il tampone per 48 ore. Noi siamo obbligati a sottostare ad ogni decisione, peccato poi vedere che le regole non valgono per tutti, visto che si consente un continuo sbarco di clandestini senza documenti e privo di ogni controllo. Come a voler rendere vano ogni nostro sacrificio o regola rispettata. “Quando si parla di sbarchi di immigrati la nostra immaginazione va subito ad una grande nave che, in mezzo al mare, salva centinaia di persone alla deriva a bordo di gommoni o barche. Qualcuna, poi, non ce la fa e affonda e porta con sè centinaia e migliaia di disperati. Persone che hanno speso ogni loro centesimo in nome della libertà, per scappare da paesi lacerati da guerra e violenze - spiega Cristina -. Si pensa all’immigrazione come ad un fenomeno recente, perché le tv ed i giornali ci hanno abituati, quotidianamente, alle notizie degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste. L’ immigrazione, però, è un evento che risale agli anni ’70, ha radici profonde e non si può dire che sia stato affrontato in modo efficace dalla legislazione del nostro paese. Gli schieramenti politici che si sono susseguiti hanno sempre evitato di analizzare il problema dell’immigrazione in termini di leggi adeguate, relativamente al contenimento o alla ricollocazione degli immigrati, e laddove sono presenti le leggi sono obsolete - afferma -. Si stima che oggi la popolazione immigrata che vive in Italia sfiori i cinque milioni, e non sono entrati tutti insieme: ormai siamo già alla terza generazione”. Cristina Cerato ci spiega anche che l’emergenza sanitaria ha avuto, di certo, un impatto negativo nei confronti del fenomeno “immigrazione”... sia nell’immaginario delle persone sia per i migranti stessi. “Le costanti restrizioni e tutti i divieti che ci hanno imposto in questo ultimo anno, hanno fatto sì che si pensasse ai migranti come portatori di malattie, untori di Covid che sbarcano sulle nostre coste, senza controlli, fuggendo dai Centri di Accoglienza e diffondendo il virus. L’indiscriminato e incontrollato attracco sulle nostre spiagge non fa altro che fomentare le paure nelle persone, già provate da una situazione snervante - afferma -. Qualsiasi discriminazione sociale, politica o religiosa è da condannare nella profonda essenza, e lo stare a guardare inermi questa situazione che degenera, e allo stesso tempo origina allarmismi, non lascia impassibili. La paura creata dalle notizie, talvolta preoccupanti e fuorvianti, mostra una realtà fatta di persone che entrano all’interno del nostro paese non solo senza autorizzazione, ma soprattutto senza controllo, anche a livello sanitario - afferma ancora -. In un momento come questo, in cui tutta la popolazione sta facendo un enorme sforzo e sacrificio per preservare la propria salute e le proprie attività o posti di lavoro, è necessaria la certezza che qualunque evento sia sotto stretta supervisione. Non possiamo permetterci di prorogare ulteriormente gli effetti di un’emergenza sanitaria che ci sta portando allo stremo e le cui conseguenze, per le generazioni future, saranno durissime a causa dei debiti contratti per salvare il salvabile. Cerchiamo di non perdere la fiducia nelle Istituzioni, nonostante abbiano dato più volte esempio di titubanza, consapevoli che i controlli sugli ingressi devono essere rigidi e scrupolosi al fine di salvaguardare la nostra incolumità. Le regole non devono valere solo per noi italiani”.
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