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CASTELLAMONTE. Ceramica in lutto, è morto Giovanni Allaira

CASTELLAMONTE. Ceramica in lutto, è morto Giovanni Allaira

Giovanni Allaira

CASTELLAMONTE. Ceramica in lutto, è morto Giovanni Allaira. Una notizia luttuosa si è diffusa a Castellamonte alla vigilia di Pasqua: la morte di Giovanni Allaira, figura importante nel campo della cultura cittadina.

Il suo cognome richiama immediatamente alla mente la Casa-Museo di Via Massimo D’Azeglio, una della tappe principali per chi visita la Mostra della Ceramica. Di questa casa Giovanni Allaira era il proprietario e, pur continuando a viverci, ne aveva trasformato una parte in area espositiva.

Aveva fondato l’associazione “Casa Museo Famiglia Allaira”, che presiedeva, proprio per far conoscere la ceramica castellamontese e mantenere viva la memoria di quanti – imprenditori, tecnici, artisti – l’avevano resa famosa.

Appassionato collezionista, aveva raccolto negli  anni sia opere d’arte che oggetti di uso comune, sistemandoli nell’edificio composto da più corpi di fabbrica che la sua famiglia aveva costruito ed ampliato nel corso degli ultimi secoli ma che aveva poi dovuto cedere.

Gli Allaira sono presenti a Castellamonte da lunghissimo tempo ed il nonno del signor Giovanni, che portava il suo medesimo nome, fu apprezzato sindaco della città dal 1914 al 1920. Fu lui a far entrare la famiglia nel mondo della ceramica, diventando dapprima contitolare di un’azienda di prodotti refrattari per poi arrivare a dirigere ben cinque imprese del settore.

Giovanni Allaira aveva riacquistato l’intero complesso, lo aveva ristrutturato, arredato secondo criteri rigorosi e reso in parte visitabile. Come dice la stessa definizione di “Casa-Museo”, non si tratta di una semplice esposizione di oggetti ma di una ricostruzione di ambienti sia abitativi (come il salotto Luigi Filippo) che di lavoro ( il forno “ a fiamma rovesciata” ed il laboratorio di restauro). Nei sette locali accessibili al pubblico si possono ammirare vasellame, elementi architettonici, stufe  (tra cui le famose “Franklyn”) ma anche opere di artisti della ceramica fra i più importanti, quali Angelo Barengo ed Enzo Igne. Era spesso lo stesso Allaira a fare da guida ai visitatori.

Lascia tre figli: Leonardo, Isabella e Francesco.

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