Per mercoledì pomeriggio, Confindustria Canaveseha organizzato una conferenza stampa di presentazione di Lars Carlstrom. Oltre a lui e al presidente Patrizia Paglia, saranno presenti il direttore di Confindustria Cristina Ghiringhello, Darya Delyeva di Italvolt, Giovanni de Niederhausern di Pininfarina, Carlo Novarese di Comau e Carlo Micono di Al Engineering.
La verità è che non potevamo aspettare sino a domani e nel fine settimana lo abbiamo intervistato non senza alcuni piccoli ostacoli, frapposti tra noi e lui, da Image Building, la società milanese di Giuliana Paoletti che si sta occupando delle relazioni esterne per conto della società. Alla fine, comunque ci siamo riusciti.
Allora Lars Carlstrom, in Inghilterra, dove lei ha fondato Britishvolt, ha annunciato che si dimetterà dalla carica di presidente. Lo farà anche da socio. Perchè?Britishvolt è stato un ottimo investimento e ritengo sia arrivato il momento opportuno per dismettere le mie azioni e poter investire nel progetto italiano.Non è un po’ anomalo che ci si dimetta solo per silenziare i giornali…? E questo lo ha dichiarato lei!Le mie dimissioni in realtà prendono origine da un attacco mediatico strumentale che è stato perpetrato ai miei danni per una vecchissima vicenda fiscale amministrativa. Nel 1994 la mia società ha pagato con ritardo due rate di una tassa corrispondente alla vostra Iva. In qualsiasi altre parte del mondo la vicenda sarebbe stata presa diversamente. In Svezia, come noto, le materie fiscali sono trattate con grandissima attenzione. Ho risolto tutto pagando la somma dovuta e pagando anche il ritardo e con poche ore di servizio sociale.Capito...Tutto questo (una vicenda di 26 anni fa), è stato un attacco strumentale da parte di forze che volevano che lo stabilimento fosse localizzato altrove e hanno cercato di impedire che il governo inglese ci supportasse in favore di altre location in UK.Quindi i giornali inglesi hanno ricordato passate vicende giudiziarie, a suo avviso, a sproposito. Cosa ci dice dell’amicizia con il bancarottiere Antonov?Non ho nessun rapporto di amicizia con il signor Antonov. L’ho incrociato professionalmente ai tempi in cui ero impegnato nel tentativo di salvare Saab dal fallimento. Mi fu presentato dall’amministratore delegato di allora di Saab in quanto investitore. Parlare di “giornali inglesi” mi sembra un termine un po’ allargato perché la storia è stata riportata da un tabloid soltanto.La società Italvolt nasce nel solco di una serie di iniziative europee, sul fronte dell’automotive e delle batterie, con l’obiettivo di mettere freno allo strapotere economico cinese in questo settore. Si prevedono dei veri e propri aiuti di Stato. La domanda è: senza gli aiuti di Stato e/o europei, Italvolt nascerà lo stesso?Certamente. Il settore dell’auto elettrica è un settore che prima o poi prenderà il posto delle automobili che siamo abituati a vedere circolare e bisogna attrezzarsi per tempo. A fronte dei circa 18 milioni di autoveicoli prodotti annualmente in Europa,Italvolt ha la capacità di fornirebatterie fino a 700.000 automobili, il mercato è enorme.Lei dice di non aver alcun accordo con Stellantis o con altri costruttori di auto europei. Ma come pensa di poter riuscire ad essere concorrenziale rispetto al prodotto cinese, stante il costo del lavoro qui in Italia?Pochi lo sanno, ma le batteria non vengono costruite e vendute in maniera seriale, ogni casa automobilistica deve fare degli accordi commerciali con i produttori di batterie. È l’automobile che chiede la batteria e non viceversa. Ci sono moltissimi produttori di automobili con i quali siamo già in contatto, e il trasporto di batterie pesanti dall’Asia non è più sostenibile se continuiamo in questo modo; possiamo invececontinuare con automobili a diesel pulito, che hanno un impatto minore. E’ necessario che tutta lasupplychaindiventi davvero green.Allo stato attuale lei è l’unico socio di capitale della Italvolt fondata il 15 febbraio e registrata il 20. Ci sono già altri soci? Italiani? Stranieri?Non ci sono altri soci, sono al momento l’unico e ho investito personalmente 5 milioni di euroComau e Pininfarina lavoreranno al progetto. Sono interessate anche a condividerlo economicamente?Dovrebbe chiederlo a Comau e Pininfarina, il nostro è un accordo commercialeLei si ritiene il classico industriale che conosce le catene di montaggio o un bravo consulente finanziario capace di raccogliere fondi su un progetto milionario?Io mi ritengo soprattutto un esperto del settore automotive e dal punto di vista imprenditoriale penso di aver capito l’esigenza futura che ho pensato di cavalcarePrelios intende partecipare al progetto come socio o spera di affittare e/o vendere l’area?Siamo ancora in fase preliminare della trattativa, valuteremo tutte le opzioni sul tavolo.
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