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IVREA. La risposta della città all'ex brutto anatroccolo Ceratti, anche dall'oltretomba (i manifesti)

IVREA. La risposta della città all'ex brutto anatroccolo Ceratti, anche dall'oltretomba (i manifesti)

Ceratti a pranzo

Non sarà un "proclama". Non sara un'ordinanza. Eppure l'invitanza firmata dal "tre volte generale", il gasatissimo segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti, e poi affissa un po' qua e un po' là per invitare i cittadini ad indossare il berretto frigio nei giorni di Carnevale non è piaciuta granché alla stragrande maggioranza di chi il Carnevale lo fa. Non è piaciuto il manifestino e neppure il video inviato ad una scuola con lui che canta l'inno del Carnevale o quell'altro di lui seduto a tavola, che se ne infischia delle regole di distanziamento anti-covid e insieme ad altri intona ritornelli come il Quartetto Cetra con "Nella vecchia fattoria-ia-ia". Peccato che con la rima su  pandemia-ia-ia, non ci sia davvero nulla su cui festeggiare. Morale? Nel fine settimana la città gli ha risposto non con uno, non con due, ma addirittura con tre manifesti, per prenderlo per il sedere, ma soprattutto per chiedere ai cittadini di non starlo ad ascoltare. E ce n'è uno firmato da Alberto Bombonato "con i poteri conferitigli dal sacro membro", inguaiato nel 2020, subito dopo aver preso possesso di sciabola e feluca, dalle denunce di una vivandiera. Poi c'è quello dei due Generali, per l'occasione redivivi, Savino Panietti e Savino Pezzati che di campagne (altro che tre) ne possono contare più di una dozzina a testa, dal 1832 e sino al 1863. "Perché non è con un berretto - scrivono - che si preserva il Carnevale ma con l'impegno e la dignità, rifuggendo egocentrismi e propagande elettorali e personali..". Infin, ma non in ultima, uno firmato dall'avatar di Ceratti stesso, comandante della festa, uno e trino (per ora), per proprio libero ed altro arbitrio, nullo volente, con i poteri autoconferiti "assunto il solenne incarico di Generale della piazza d'Ivrea per l'anno 2021, in attesa di uscire nel tripudio della sera del sabato grasso dal balcone di Città...". Cosa dirà Ceratti? Le solite cose. E se la prenderà con questo giornalaccio.... Dirà che lui il Carnevale lo conosce meglio di chiunque altro eccetera eccetera eccetera.... Eppure c'è stato un tempo in cui Ceratti ha vestito i panni del "brutto anatroccolo" sempre attaccato al telefono, in lacrime, chiedendo e supplicando il sindaco, i consiglieri di maggioranza e di opposizione, un posto di rilievo all'interno del Carnevale, nell'organizzazione o nella manifestazione. Fortuna che di quel Ceratti non s'è ancora persa la memoria. Se lo ricordano un po' tutti e il ricordo serve per pesarlo....
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