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03 Febbraio 2021 - 12:59
L’EX SINDACO Federico Peci
Alla fine, a rispondere alla relazione dell’ufficio tecnico comunale sulla questione “Biblioteca” è stato l’ex sindaco Federico Peci.
Una risposta da geometra a geometra che entra nel merito della questione anche dal punto di vista tecnico.
“L’ufficio tecnico, facendo seguito alle mie osservazioni del 10 dicembre scorso, ne ha verificato la fondatezza. Sono state così smentite le promesse dell’Amministrazione ai cittadini relative alla ricollocazione dei locali biblioteca al piano primo del cosiddetto caffè letterario”.
La relazione tecnica, infatti, dà atto dell’impossibilità di spostare la Biblioteca al piano di sopra del nuovo locale. La soletta, infatti, non reggerebbe tanto peso. Inoltre la sede non sarebbe accessibile ai disabili e a chi ha difficoltà di deambulazione.
Poi Peci affonda: “Fallito il bando pubblico per l’asegnazione del caffè letterario, per mancanza di partecipanti, l’amministrazione ha rinunciato ad un salone pubblico, alla biblioteca civica e alla sede delle associazioni per innestare nel palazzo comunale una nuova associazione (non sappiamo nemmeno se sia locale o arrivi da fuori) che elargirà probabilmente un servizio bar ai soli associati e dovrebbe gestire il patrimonio librario della biblioteca”.
Poi Peci aggiunge: “L’ambizioso progetto avrebbe dovuto sortire effetti sulla ricettività turistica territoriale. Invece ci troviamo davanti esclusivamente al fallimento di un’azione mirata alla cancellazione delle associazioni e istituzioni territoriali”.
L’analisi di Peci, poi si sposta sul piano tecnico: “Dalla lettura, della relazione emerge inoltre che tra gli interventi, è previsto il cambio di destinazione d’uso dei locali al piano terreno dalla destinazione biblioteca alla destinazione Bar. Detto “cambio d’uso” sbilancia a questo punto l’intervento edilizio nella sua completezza attuativa da intervento di “manutenzione straordinaria” a intervento di “ristrutturazione edilizia””.
E cosa comporta questa differenza?
“Trattandosi quindi l’intervento in oggetto rivolto ad un utilizzo pubblico, la ristrutturazione stessa avrebbe dovuto tenere ben conto che gli esercizi pubblici sono sottoposti a specifiche Norme di sicurezza (esempio le uscite di sicurezza con maniglie antipanico), a specifiche Norme igienico sanitarie (spogliatoi, servizi per l’esercente) oltre che di servizio igienico per i disabili”.
Può portare il Comune ad avere dei problemi questa cosa?
“Comporta che l’eventuale affidatario del locale pubblico “fidandosi” delle dichiarazioni rilasciate, potrebbe richiedere al locatore l’adeguamento forzoso di tutte quelle opere necessarie all’avvio dell’attività”.
Peci, infine, conclude: “Quanto sopra scritto, naturalmente costituisce una semplice opinione personale, che come tale mi fa riflettere su quanto l’attuazione del progetto alla luce dei risultati ad oggi prodotti sia del tutto fallimentare e costituisca un danno per la comunità cinzanese ad oggi espropriata di beni e servizi.
Ritengo inoltre che la relazione redatta dall’UTC avesse dovuto limitarsi ad una disamina tecnica, senza estendersi a considerazioni da “manifestino” elettorale dell’Amministrazione Comunale”.
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