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25 Gennaio 2021 - 16:08
In foto, lo staff del Mercatino dell’Usato di Giorgio Genotti (secondo da destra)
E’ tempo di saldi a Settimo e i commercianti vogliono conquistare il cuore cliente con maggiore attenzione.
Forse per la pandemia o forse per l’aumento dell’offerta dei negozi virtuali, il profilo degli acquirenti è cambiato: le esigenze sono diverse, la concorrenza spietata del web e l’emergenza sanitaria in atto ha modificato il rapporto con le persone. I commercianti di Settimo se sono accorti da tempo e stanno cercando di riprendersi il ruolo socializzante e di rapporto umano che si è sempre avuto tra esercente e acquirente.
“L’approccio delle persone che vengono in negozio non è come prima della pandemia - ha detto Paola Mazzola della Robe di Kappa di piazza San Pietro in Vincoli - alcune volte, proprio per il timore del Covid-19, ci chiedono se possono entrare e se possono provare i capi. Noi ovviamente rassicuriamo dicendo che tutti i nostri prodotti sono sempre sanificati. Ma non è più come prima che i clienti entravano, giravano per il negozio e poi, se comperano o meno, si facevano comunque due chiacchiere. Un modo di relazionarsi che, purtroppo oggi, non c’è più”.
Il cliente entra e compra: più semplice e più veloce. E l’on-line, certo, non aiuta.
“Il cliente sta rispettando le regole per la propria e altrui sicurezza - ha sottolineato Cristina Conz dell’omonimo negozio di via Italia - però ha bisogno di essere rassicurato e, oggi, il negoziante ha anche questo ruolo. È importante che le persone sappiano quello che facciamo e cioè che sanifichiamo sempre tutto ciò che viene toccato e provato nei camerini. I nostri clienti si fidano di noi e vengono a trovarci. Forse quello che è cambiato è l’attenzione che devono avere i negozianti verso i propri clienti. Dobbiamo essere più attenti ”.
Alcuni negozi sono in difficoltà e rischiano di chiudere, però come afferma Francesco Cena, del negozio L’Angolo in via Italia e decano del commercio a Settimo: “Il cliente, oggi come non mai, necessita di essere coccolato. Vuole attenzione, proprio per lo strano periodo di lockdown che stiamo sperimentando. L’on-line funziona per i bassi costi, certo, ma forse abbiamo tutti bisogno di un servizio personalizzato, di essere riconosciuti e valorizzati. Noi, ad esempio, possiamo offrire un caffè ai nostri clienti. È importante vezzeggiarli. Dobbiamo ritornare a essere dei bottegai, nell’accezione positiva del termine,: il cliente deve essere unico, indipendentemente se ha comprato o no”.
Anche per Giancarlo Amberti, dell’ottica Benedetto e presidente dell’associazione InCentro, la clientela è molto attenta alla sicurezza: “Ed è su questo che dobbiamo riflettere, perché è vero che i negozi on-line sono sempre più in crescita, però se noi commercianti di prossimità offriamo sicurezza con un’attenta sanificazione, il servizio personalizzato e la relazione, possiamo essere competitivi. Le persone hanno bisogno di socialità e di certezze”.
Anche per Giorgio Genotti, del Mercatino dell’Usato di via Regio Parco, l’approccio del cliente è variato: “Prima c’erano ne tanti che si fermavano al mercatino anche per tre ore durante la giornata, mentre ora vengono per comperare solo quello che è necessario. E se anche lo scontrino medio si è alzato, il superfluo si vende sempre meno, e lo si può capire perché c’è molta gente che ha perso il lavoro o è in cassa integrazione”.
Per concludere, il presidente dell’Ascom Valerio Fasano è molto pratico:
“Secondo me, il cliente non è cambiato molto, oltre alla giusta domanda di pretendere l’igienizzazione dei prodotti di abbigliamento o quant’altro. Si è solo adattato alla situazione: si vendono di più prodotti che si usano in casa che non fuori. Tipo tute, felpe e questo perché si esce meno, ma il cliente da che mondo e mondo compra quello che serve”.
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