“Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere. Provaci per una volta...”, diceva Mordecai Richler e sono centinaia le “metafore” sul sorriso. In cina si dice he “un sorriso dura un istante, il suo ricordo può durare tutta la vita”.
Di sicuro c’è che un sorriso costa meno della corrente elettrica, ma dà più luce e, come spiegava Madre Terea di Calcutta: “Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”.
Diciamocelo... : il sorriso è, di per sé, già contagioso. E allora cosa c’è di più bello di un metodo tanto semplice quanto efficace per regalare belle ore a qualcuno costretto in un letto di un ospedale, ma anche agli ospiti delle Rsa?
Ecco che a Ivrea è nata l’associazione «Nasi per caso» composta da Mauro Realis Luc, Chiara Morello, Cesare Ghiotti, Cristina Clemente, Lorena Borsetti, Mauro Canazza e Grazia Vecchini. Si tratta di volontari, chi in pensione e chi ancora lavora ma non in ambito sanitario (commercianti e impiegati), che nel tempo libero indossano un naso rosso e un camice bianco per portare momenti di allegria. Il gruppo di recente formazione è supportato dallo psicologo Massimo Stellato e da un’educatrice, Stefania Porrino. E poi come in ogni famiglia c’è anche una mascotte, Denis, apprendista mago.
Ai sette già formati, si aggiungerà presto un gruppo composto da altri venti volontari: uomini e donne stanno terminando un corso. Solo l’emergenza Covid ha in parte fermato la loro attività. Perché tra ottobre e novembre, quando il Piemonte non era ancora in zona rossa, il gruppo di clown dottori è riuscito ugualmente a portare un po’di felicità agli ospiti di tre Rsa del territorio: a Lessolo, a Dorzano in provincia di Biella e alla residenza Anna Maria a Ivrea. Gli anziani ospiti delle tre strutture hanno potuto assistere allo spettacolo attraverso le vetrate, tutto in sicurezza. I clown erano nel cortile e si muovevano a ritmo di musica. E poi mostravano cartelloni con scritte simpatiche e facevano volare anche palloncini. Si chiama clowterapia e ha lo scopo di migliorare l’umore dei pazienti e dei famigliari, che in questo caso non erano presenti. «Non appena si potrà, vorremmo coinvolgere anche altre strutture e recarci all’ospedale a Ivrea e portare felicità ai bambini del reparto di pediatria, ma anche agli adulti ricoverati in altri reparti» dicono.
Il gruppo si autofinanzia e per raccogliere fondi sta promuovendo la vendita di un calendario che li ritrae ai “Balmetti”, le cantine naturali tipiche di Borgofranco d’Ivrea. Il ricavato della vendita è servito ad acquistare generi di prima necessità da distribuire alle famiglie bisognose di Ivrea e alla parrocchia di Borgofranco. —
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