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CHIVASSO. Sabina Bonardo ci porta alla scoperta della nostra “voce”

Oggi intervistiamo una voice talent coach… Sabina Bonardo. Curiosi di sapere di cosa si tratta e chi è lei? State per scoprirlo.

Chivassese, una bimba degli anni ‘70, l’ultima generazione che lei reputa davvero libera. Una bambina molto fantasiosa che se non aveva giochi se li costruiva. Il papà le ha fatto amare il campeggio, un altro simbolo di libertà per lei. Corse, salti, risa, pianti, scherzi… una bellissima infanzia la sua. Dopo il diploma il bivio università/ lavoro e spinta dal forte desiderio di libertà economica ha optato per la seconda strada. Ho iniziato a lavorare nel mondo dell’informatica, che ai tempi era ancora agli inizi, e ho assistito al passaggio dai vecchi linguaggi di programmazione ai nuovi e all’esplosione del web - racconta -. La mia forza e la mia estroversione infantile mi hanno aiutata molto nel mondo del lavoro. Ricordo che nelle pagelle di scuola c’era sempre scritto che tendevo ad avere atteggiamenti direttivi e questa è rimasta una mia caratteristica. Sono entrata per ultima e in breve tempo sono diventata manager. Nel diventarlo mi sono resa conto di avere diversi problemi relazionali… ero brava, riconosciuta, ma risultavo ‘aggressiva’ e i rapporti con gli altri erano difficili - ci confessa -. Un giorno un mio collega mi disse che avevo una bellissima voce, ma una pessima dizione. Io non sapevo neanche cosa fosse la dizione e da bimba curiosa che ero, e sono, ho cercato informazioni al riguardo e mi sono iscritta ad una scuola di teatro. Mentre lavoravo vedevo molti miei colleghi laurearsi online e dato che avrei voluto studiare psicologia mi sono iscritta anche all’università telematica, a psicologia del lavoro. Università, lavoro e teatro si sono incrociati fra di loro”. Sabina ha così iniziato a capire perché non piaceva ai colleghi, perché non risultava simpatica. Il motivo era che lei era entrata in un ruolo, quello di manager appunto, e non era più “Sabina”. Inoltre modellava il suo ruolo sul comportamento di un uomo, dato che allora i manager donna erano ancora pochi.

Finita l’università venne invitata ad un convegno di psicologia al quale però non aveva nessuna voglia di andare, ma ci andò. Non sapeva ancora quanto questa decisione sarebbe stata importante per lei. “Al momento delle domande del pubblico un uomo ne fece una… ci girammo tutti e solo dopo capii che lo facemmo a causa del suono della sua voce. Quell’uomo, Ciro Imparato, è colui che è poi diventato il mio compagno e il padre di mia figlia. Abbiamo parlato e ho scoperto che era vicepresidente di una importante società di doppiaggio - ci racconta Sabina Bonardo -. Successivamente al convegno lui ha trovato il mio numero di cellulare, ha saputo che ero appassionata di pittura e mi ha invitata a vedere una mostra di Monet. Così è cominciata la nostra storia. Ciro ha poi lasciato la società di doppiaggio e ha iniziato a occuparsi di corsi di dizione e public speaking. Una sera eravamo a cena con un amico e lui chiese a Ciro di che colore era, secondo lui, la sua voce… questa domanda ha aperto a Ciro un mondo, tanto che nel suo primo libro ha ringraziato questa persona proprio per questo motivo. Insieme a degli ingegneri ha inventato il metodo ‘Four Voice Colors’, oggi marchio registrato e brevettato. Ha scritto anche tre libri al riguardo e il primo è quello che ho citato poco fa”. Questo metodo spiega le regole comportamentali della voce, del parlato, un qualcosa che in molti non conoscono perché, generalmente, siamo più a conoscenza delle regole dell’educazione e del come comportarsi in generale. Sabina ci spiega che esistono quattro tipi di voce: quella gialla che è la voce solare, quella caratterizzata da un tono alto e da un ritmo veloce, quella di quando incontri una persona e le dici “Ciao” sorridendo; la voce verde che è quella dell’affetto e dell’amicizia, caratterizzata da un tono più basso e rallentato, condito di pause; c’è poi la voce blu, quella dell’autorevolezza, la voce che oggi usiamo per la maggiore e che dovremmo imparare ad usare solo in determinati momenti, per descrivere dati e fatti oggettivi; infine c’è la voce rossa, della passione, intensa, che accentua gli altri colori e, infatti, contiene l’entusiasmo che arriva dalla voce gialla, la seduzione della voce verde e la motivazione della voce blu. “I bambini queste voci le hanno tutte, ma crescendo vanno perdendosi a causa di tutti i feedback negativi che ricevono nel corso della vita e i nostri processi cognitivi mentali ci fanno adattare a tutto questo. Un esempio può essere quello del bimbo che vuole le coccole della mamma, ma lei è poco propensa al contatto fisico ad esempio, oppure quello del genitore che parla sempre in maniera seria” ci spiega.

Sabina va avanti a raccontarci che il lavoro di Ciro continuava ad aumentare, lavorava per tante aziende portando quel “qualcosa in più”; lei aveva competenze manageriali che a lui mancavano e le chiese di aiutarlo e di lavorare insieme. “Ho accettato la sua proposta e mi sono licenziata, nonostante il mio amministratore delegato non volesse… il mio coraggio di bimba esploratrice era tornato in campo - spiega -. Nel frattempo è nata la nostra Sofia, a cui Ciro ha dedicato il suo terzo libro. Poi, purtroppo, si è ammalato di tumore e l’amara ironia del destino ha voluto che questo arrivasse fino al cervello, colpendo l’area del linguaggio. Lui è stato molto bravo, ha utilizzato i metodi che insegnava per riprendere padronanza della situazione. Non riusciva più a pronunciare bene la ‘r’, aveva pensieri corretti ma non riusciva a costruire le frasi; ogni giorno faceva gli esercizi dei suoi corsi, anche se quotidianamente era un continuo ripartire da zero, e questo gli è anche servito per non andare in crisi, oltre che che per aggirare la problematica… questa è stata la dimostrazione vivente che il metodo da lui ideato funziona davvero. Fino all’ultimo ha vissuto la sua vita al 100%. Se ti conosci davvero, anche nei momenti di difficoltà ‘ti sai usare’ al meglio”. Dopo la morte del suo compagno a Sabina è passata la voglia di fare qualsiasi cosa. Avendo una bimba piccolina, di soli due anni e mezzo, ha usato le tecniche apprese per non investirla del suo dolore e per parlare con lei. La cosa è servita anche a lei per reagire e un grosso sostegno le è arrivato anche dalle persone a lei care e da amici meravigliosi.

Oggi lavora soprattutto per le donne e ha anche scritto un libro, di prossima uscita, per loro: “Il segreto è sulla tua bocca”. Un testo che parla di come essere donna nella comunicazione, che insegna come tornare ad essere un po’ più “femmine”. Fa corsi dove applica e insegna il metodo di Ciro e anche un modello di sua invenzione, “il modello delle quattro ‘e’”, ovvero essenzialità, energia, empatia e eleganza perché oltre alla voce in sé c’è tutto il mondo del comportamento non verbale da tenere in considerazione. Quando parliamo con qualcuno dobbiamo sempre ricordarci che di fronte a noi c’è, prima di tutto, un essere umano al di là del ruolo che ha” afferma. Ovviamente ci sono corsi anche per gli uomini e, ad esempio, attualmente Sabina sta facendo dei webinar online per ambo sessi. Le lezioni avvengono anche in presenza, ma comprensibilmente non ora sotto emergenza Covid. In questi corsi, oltre che gli esercizi veri e propri, si fanno anche approfondimenti su come funziona il linguaggio, su come funziona il cervello, sulle sue varie aree, sui muscoli del corpo, sull’importanza delle parole. Si vuole arrivare ad avere padronanza della propria voce e anche alla consapevolezza e conoscenza dell’estetica della comunicazione. Consapevolezza e padronanza di noi stessi fanno svanire ansia e paure. Per maggiori informazioni sui corsi di Sabrina Bonardo e sulla sua attività è possibile curiosare sul sito www.iocreoemozione.it , scrivere a eventi@iocreoemozione.it , oppure seguire il profilo Facebook avente il suo nome e cognome.

Una donna in gamba, che è stata capace di cambiare la sua vita e la sua persona. Una donna soddisfatta dei risultati raggiunti, ma che punta sempre a nuovi obiettivi. Una donna che raccontandosi ci ha fatto scoprire un mondo nuovo, ha fatto posare la nostra attenzione su cose a cui forse non ci è mai capitato di pensare davvero... a come il suono della nostra voce può avvicinarci o meno agli altri e renderci più forti e consapevoli.

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