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05 Settembre 2020 - 10:00
Un giovane pianista classe 1995… ma non solo. Mario Vona è qui per parlarci della sua passione per la musica, che lo accompagna da tutta la vita, ed anche per raccontarcela questa vita. E’ nato a Chieri, ma vive da sempre a Chivasso e qui ha iniziato a familiarizzare, fin da piccolissimo, con le sette note del pentagramma.
“Porto il nome di mio zio, che è morto prima che nascessi; lui suonava la fisarmonica ed era appassionato di musica. Anche mia mamma l’ha sempre amata e ha preso delle lezioni di tastiera ed organo... da piccolo pacioccavo con quest’ultimo - comincia a raccontare -. Ero un bimbo abbastanza timido e ho scelto di mia volontà di studiare pianoforte, inizialmente partendo con la propedeutica musicale all’età di 3/4 anni. Mi piaceva, ma non ho mai avuto l’idea di farlo diventare un lavoro una volta diventato grande. Ho studiato fino al 2012 all’ ‘Istituto Sinigaglia’ e reputo doveroso ringraziare i professori Cristina Masoero e Giovanni Cima. Intorno ai 10/11 anni volevo quasi smettere, le lezioni non mi stimolavano più e mi sembrava si fare esercizi monotoni. Preferivo andare a giocare che allenarmi a suonare. I miei insistettero perché continuassi e li ringrazierò sempre per averlo fatto - racconta ancora -. Intorno al 2007/08 mi è tornata la motivazione: stavo ascoltando due brani di Allevi e ne sono stato rapito… certe cose non si spiegano a parole… comunque mi è venuta voglia di imparare quei brani più altri ancora e così feci, cercandomi io gli spartiti e impegnandomi a fondo nel prepararli”. Nel 2012, come ci già anticipato, ha lasciato il “Sinigaglia”. Lo ha fatto per svariati motivi, infatti studiava in un Liceo Scientifico impegnativo, il “Newton”, ed inoltre praticava sport a livello agonistico. “La scuola era tosta e conciliare quello studio con quello del pianoforte non era facile - afferma Mario -. Dal 2008 al 2014 c’è stata un’altra parentesi di vita importante, quella legata all’atletica. Sono stato mezzofondista e ci tengo a ringraziare i miei allenatori Andrea Monti e Pino Naccari ed anche i miei compagni di staffetta Christian, Tiziano e Stefano con cui avevamo creato un gruppo affiatatissimo. Oggi non sono più un agonista, ma continuo a correre. Lo sport mi ha aiutato molto nella vita, anche nei momenti peggiori”. Nonostante abbia lasciato l’Istituto Musicale continua a studiare da autodidatta. “Non ho scelto la strada del Conservatorio per dedicarmi a suonare ciò che mi piaceva di più. Non mi ritengo un pianista virtuoso tecnicamente, ma se un brano mi tocca mi elettrizzo quando lo sento poi mio. Mentre ascolto gli autori spiegare i loro brani provo una sorta di empatia ed immedesimazione, mi ritrovo nel loro percorso mentale e questo mi fa rendere meglio nel momento dell’esecuzione del brano. Fra i miei compositori preferiti ci sono Allevi, Einaudi, Bosso, Tiersen e Clayderman. Al momento non mi verrebbe naturale comporre brani miei, preferisco fare cover” spiega.
Mario, a fine febbraio 2018, ha creato la sua pagina Facebook “88 tasti per digitare un’emozione” e lo ha fatto grazie ai suggerimenti un caro amico. “Ero titubante sul crearla o meno, non volevo sembrare uno che voleva apparire. Inoltre sono un perfezionista e non mi sentivo così virtuoso da mostrarmi apertamente sul web - ci confessa -. Andrea Testa, un amico che è come un fratello, mi ha convinto a farlo dicendomi che non avevo niente da perdere nel crearla. Mi disse anche che quando sentiva qualcuno suonare era bello stare ad ascoltarlo e basta e non gli passava minimamente per la testa che fosse uno che voleva mettersi in mostra. Tutto ciò che sarebbe venuto sarebbe stato tanto di guadagnato. Mi convinse e cominciai, così, a creare questo diario musicale virtuale - spiega -. L’ho preso come una sorta di gioco, di spinta a imparare sempre più brani e sempre meglio. Sono cominciati ad arrivare i complimenti… inutile negare che fa sempre piacere riceverli, anche se arrivano semplicemente da amici e parenti, ti spronano ad andare avanti anche nei momenti in cui ti stai dedicando ad altro o ci sono problemi”.
Mario Vona non suona solo pianoforte, studia Filosofia all’Università e lavora come collaboratore scolastico, riuscendo a conciliare, non senza difficoltà ma comunque ottenendo ottimi risultati, questi due impegni a tempo pieno. “Nell’ambiente lavorativo del ‘Plesso Scolastico di Verrua Savoia’ ho conosciuto persone che, all’indomani della creazione della mia pagina Facebook, tramite passaparola, hanno saputo che suonavo e mi hanno invitato a esibirmi ad un evento alla Fortezza di Verrua. Ho partecipato alla serata dal titolo ‘Sotto le stelle’ all’interno della rassegna ‘Orizzonti Musicali’, era l’11 agosto 2018 - racconta -. Quella sera ho accompagnato musicalmente l’apericena. In genere avere persone attorno mentre suono mi agita, soffro di ansia da prestazione, è quello che mi è sempre capitato ai saggi di pianoforte così come alle gare individuali di atletica. Mi sento come se il pubblico fosse lì pronto a carpire ogni mio minimo errore. In quella serata, invece, non ero agitato, ho riconosciuto il mio ruolo di accompagnamento e non mi sono sentito al centro dell’attenzione. Non mi disturbavano neanche le chiacchiere di sottofondo” racconta ancora. A quella prima esibizione ne sono susseguite altre e Mario ha anche partecipato a due concorsi nazionali di pianoforte, aperti anche ai diplomati al Conservatorio. “I due concorsi li ho fatto a marzo e ad aprile 2019. Lì, ovviamente, c’era l’ansia da prestazione, ero al centro dell’attenzione. Ho definitivamente capito che quello non fa per me. E’ più rilassante suonare il proprio repertorio, con il quale ci si esprime al meglio, senza avere tutti gli occhi puntati addosso” spiega. A maggio dello stesso anno ha partecipato poi a un evento organizzato da “Sinigaglia” dal nome “Benessere in concerto”, lì ha suonato e al contempo sono state proiettate immagini emozionali relative ai brani da lui eseguiti. “E’ stato davvero bello e ci tengo a ringraziare Miriam Mazzoni, la direttrice dei corsi, e Paolo Fasolo dell’Istituto Musicale Sinigaglia” ci dice. A giugno 2019 si è esibito al suo primo matrimonio con l’amico e collega Gianfranco Albano; i due sono molto affiatati. “Lui ha tutta l’attrezzatura necessaria per suonare ed inoltre è bravo come fonico, pluristrumentista e cantante. Ci esibiamo con un repertorio a 360 gradi a matrimoni, feste private e simili - spiega -. Io accompagno le 2/3 ore del pranzo, lui intrattiene con la voce e canta. Partecipare a questi eventi mi ha permesso di ampliare il mio repertorio musicale. Lo ringrazio per avermi coinvolto in questi eventi” afferma. Lo scorso 19 luglio Mario Vona ha preso parte ad un ultimo evento ad Ostana, sotto il Monviso, partecipando alla rassegna “suoni da Monviso”.
Sempre a luglio, il 26 per l’esattezza, un altro momento importante, l’apertura del suo canale YouTube “Mario Vona”. “Come per la pagina Facebook, al momento di aprirlo avevo diversi dubbi, inoltre sono poco esperto in informatica - racconta -. Grazie soprattutto alla mia fidanzata Caterina, più esperta di me in materia, sono riuscito a creare il mio canale. Ci pubblico all’interno filmati artigianali di me che suono, inserisco i miei live e piano piano sto migliorando nelle videoriprese. Grazie alla collaborazione con persone fidate quali Caterina, appunto, e Andrea, che è lo stesso amico della pagina Facebook, il canale esiste e cresce - racconta ancora -. Ora siamo in attesa di vedere come andrà e come evolverà... cercherò di portarlo avanti al meglio e di migliorarmi il più possibile. La base musicale, con il suo contenuto intimo ed emozionale, come prodotto da offrire c’è; inoltre c’è la passione e sono convinto che quando c’è arriva alle persone e queste, di conseguenza, prima o poi apprezzeranno il tuo impegno, anche quando quello che stai facendo non è il tuo lavoro. La capacità di impegnarsi a fondo presto o tardi viene riconosciuta, ne sono certo - afferma -. Spero di conoscere nuove persone attraverso il mio canale e lo dico nonostante io suoni a tempo perso e questo mi faccia sempre tentennare nel coinvolgere altri musicisti, che magari lo fanno di lavoro e quindi per guadagnare, in degli eventi. Mi piacerebbe realizzare delle collaborazioni artistiche e se capiteranno cercherò di non farmele scappare, mettendoci passione e determinazione, dato che se prendo un impegno sono uno che lo porta avanti”.
Mario ci racconta che in passato era molto più rigido, aveva timore delle nuove sfide, mentre oggi è un ragazzo diverso che si lancia nelle nuove avventure. Attualmente è molto soddisfatto della sua vita. “Lascio parlare il pianoforte. Non mi annoio mai a suonare anche brani che eseguo da anni se li sento miei. Adoro suonare e suono solo ciò che mi piace… forse è per questo che mi viene bene - afferma sorridendo -. Nella vita ho attraversato anche momenti negativi e oggi sono molto felice del mio presente: ho una compagna di vita che mi appoggia in ogni mio progetto e mi fa sentire sereno, ho una bella famiglia e dei veri amici. In futuro mi piacerebbe insegnare Filosofia, la reputo un collante fra tante materie. A tal proposito voglio ringraziare Fulvia Velludo, la mia professoressa del Liceo che trasudava passione per questa materia e che me l’ha trasmessa. Se capitasse di poter vivere di musica, esprimendo il mio potenziale, ovviamente ne sarei contento… sempre tenendo a mente le mie preferenze e con la consapevolezza dei miei limiti. Suono sempre, in primis, per me più che per gli altri e non lo faccio per un virtuosismo fine a se stesso. Voglio continuare a suonare ciò che mi piace” afferma in conclusione.
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