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SETTIMO. Ivano Brovarone: uno spirito libero con lo sport nel cuore

Ex calciatore, ma con lo sport rimastogli nel cuore. Instancabile, iperattivo, sorridente e con la battuta sempre pronta. Uno che gli altri sa davvero coinvolgerli in tutto ciò che fa. Lui è Ivano Brovarone, classe 1956, torinese di nascita e oggi residente a Settimo.

Sono nato il 18 settembre, mio papà era operaio e mia mamma casalinga. Ero un bimbo allegro, sempre in fibrillazione, non stavo mai fermo, facevo letteralmente disperare la mamma, ma ero anche un bimbo buono - comincia a raccontare -. Sono cresciuto a Torino, a Barriera Nizza, vicino a ‘Italia ‘61’. Con i miei amici eravamo davvero ‘bimbi di strada’: giocavamo ai giardinetti, a palla nel campetto… ho perso il conto di quante volte, lanciando il pallone, abbiamo rotto i vetri del commissariato di zona. A forza di infastidirli ci avevano poi, persino, messo i pali per riprodurre le porte del campo da calcio” confessa sorridendo. Ivano Brovarone ci racconta anche che da ragazzini, lui e i suoi amici, per guadagnare qualche Lira vendevano pagliette e detersivi porta a porta, oppure scaricavano cassette ai mercati generali, dalle 3.00 alle 11.00 del mattino. “Quando andava bene arrivavamo a guadagnare fino a 1500 Lire e in più ci davano una busta di frutta e verdura da portare a casa. Con i nostri guadagni giocavamo a ‘quadrato’ e soldi, a figurine e soldi, al gioco delle biglie e tanti altri” racconta.

Un bambino con dei sogni, come tutti i suoi coetanei. “Da piccolo volevo fare il pilota dei caccia da combattimento, amo da sempre il rischio. Ho lavorato fin da giovanissimo, infatti già durante le vacanze dei tre anni di scuola media mi sono dato da fare. Il primo anno ho fatto il garzone per un’officina di tornitura, il secondo e terzo anno l’aiuto idraulico. Finite le medie ho scelto di lavorare, ero già un apprendista, guadagnavo, ho imparato bene il mestiere di idraulico e quello ho fatto nella vita. Diciamo che anziché volare in cielo su un caccia sono rimasto sulla terra - racconta divertito -. Giravo per i cantieri, per le case… per uno spirito libero come me era la cosa ottimale, mi piaceva un sacco”. Per diversi anni, precisamente dal 1972 al 1983, ha lavorato per un’azienda che si occupava di idraulica e ventilazione. Fin quando lo mandavano a lavorare in giro gli è piaciuto, ma quando lo hanno messo a lavorare in officina ha smesso di piacergli. Ha così lasciato quel lavoro per aprire una sua azienda idraulica.

Oltre a scuola e lavoro, il calcio… lo sport che Ivano ha praticato tutta la vita. Ha giocato nel ‘Millefonti’, la storica società di Barriera Nizza che oggi si chiama ‘Nizza Millefonti’. Ha militato nelle giovanili ed è arrivato fino al primo anno della categoria juniores. “Giocavo con ragazzi più grandi di me di un anno” racconta fiero. Successivamente è passato alla squadra ‘Bacigalupo’. Lì giocava un mio amico ed è stato proprio lui ha convincermi a cambiare squadra. Ambo squadre giocavano nello stesso campo, era un derby in pratica” spiega. Un ragazzo pieno di velleità, che aspirava a salire di categoria… A causa di vari infortuni e del fatto che non ero così serio e ligio ai doveri mi sono giocato un po’ di belle opportunità. Mi sono comunque divertito un sacco. Ho giocato in 26 squadre, In Piemonte e anche in una veneta. A 41 anni ho smesso di giocare in ‘FIGC’, ma ho continuato coi campionati e tornei over con gli amici, ma per problemi alle ginocchia ho poi smesso nel 2013. Negli anni ho fatto tornei in tutta Italia e ho giocato con diversi calciatori che sono poi arrivati in serie A” racconta.

Il 1982 è un anno importante nella la vita di Ivano. Attraverso un suo amico, a Torino, conosce Annamaria che sposerà poi il 26 luglio 1985. “Ai tempi giocavo nel Rivarolo, ma nel ‘92 ho cambiato squadra e ho giocato nel San Mauro per avvicinarmi a casa, dato che stavo per diventare papà… in quello stesso anno è nata Alice - racconta -. Fin da piccolina la portavo negli spogliatoi, stava con noi calciatori a fine partita… ha ‘respirato’ lo sport da quando è nata, le ho trasmesso questa passione… infatti è diventata una pallavolista e oggi lavora nell’ambito del beach volley” racconta ancora.

Dal 1983 al 2004 ha lavorato nella sua azienda idraulica, ma nel mentre ha anche aperto un centro sportivo a Settimo, la città nella quale è andato a vivere nel 1991. “Con degli amici, fra cui i miei due attuali soci Franco e Stefano, ho dato vita e gestito il ‘Top 5’. Inizialmente ero lì solo per fare lavori di idraulica, ma dato che uno dei soci aveva deciso di andarsene sono subentrato io. Era il 1998. Siamo andati avanti per vent’anni - spiega -. Il punto forte erano i 4 campi da calcetto, diventati poi 3 da calcetto e uno, il più grande, da calcio a 8. abbiamo lavorato con la scuola calcio. Inoltre c’era la piscina. Abbiamo poi inserito 2 campi da beach volley e beach soccer. Col tempo sono, purtroppo, subentrati un po’ di problemi... avevamo tanti bimbi che giocavano a calcio e con noi ha lavorato anche Rita Guarino, che oggi allena la squadra femminile della Juventus. I bambini, ovviamente, facevano rumore e quest’ultimo è ulteriormente aumentato col beach volley… i vicini hanno iniziato a lamentarsi e così abbiamo deciso di andare altrove”. Arriva l’era del “The Beach”, l’attuale centro sportivo di Ivano Brovarone, Franco Cappellino e Stefano Graziato. “Un amico stava costruendo una piscina a San Benigno, era una grande opportunità per spostarci e così abbiamo presentato un progetto in comune e abbiamo vinto il bando. Era marzo 2017… è stata una corsa contro il tempo… l’1 giugno abbiamo inaugurato il nostro nuovo centro sportivo sito in Via Anna Frank 46 (angolo Via Salvo D'Acquisto)"  racconta felice. Abbandonano il calcetto, dato che non c’era lo spazio per il campo da calcio e che non gli interessava più così tanto, e si buttano anima e cuore nel beach volley… e quest’ultimo è il fiore all’occhiello del “The Beach”, un centro centro sportivo dove ci si può rilassare, divertire e fare sport: piscina, solarium, tre campi regolamentari da beach volley, zona ristoro… non manca davvero nulla per stare bene.

Sono molto soddisfatto della mia vita. Cerco sempre di centrare gli obiettivi che ho in testa, ma al contempo vivo alla giornata… come viene viene. Per il futuro mi auguro di godere di buona salute e di andare avanti il più a lungo possibile negli anni. Non ho rimpianti, sono contento di ciò che ho fatto. Lo sport mi ha permesso di guadagnare, seppur senza farmi diventare ricco, e mi ha anche aiutato nel mio lavoro grazie alle amicizie e conoscenze che ho avuto modo di fare partita dopo partita… ho potuto così ampliare il bacino di utenza clienti della mia azienda idraulica. Inoltre facendo sport mi sono divertito davvero tanto” afferma in conclusione Ivano Brovarone.

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