“Nonostante le difficoltà operative legate all’emergenza sanitaria in corso, è stata conclusa l’elaborazione del dossier di candidatura previsto per la richiesta di istituzione del Parco dei cinque laghi alla Regione Piemonte...”. Cosìla Consigliera delegata all’Ambiente di Città Metropolitana Barbara Azzarà scrive in un dossier inviato ai Comuni coinvolti e che nel maggio dello scorso anno già avevano sottoscritto un protocollo d’intesa: Borgofranco d’Ivrea, Cascinette d’Ivrea, Chiaverano, Ivrea e Montalto Dora. Il territorio ricade integralmente all’interno dell’Anfiteatro morenico in un’area che è già oggetto di vincolo attraverso il SIC (Sito di interesse comunitario) per una superficie di 1.599 ettari, proprio al confine con un altro Sic “Serra di Ivrea” di 4.572 ettari, riconosciuto come uno dei migliori esempi di cordone morenico di origine glaciale, posto allo sbocco di una grande valle alpina e conservatosi quasi intatto sino ai giorni nostri.
All’interno del “SIC” dei cinque laghi, tra gli altri sono tutelati anche alcuni edifici di notevole valore storico e culturale: la torre del Castello di S. Giuseppe in regione Monte Albagna a Chiaverano; la chiesa di Santo Stefano in loc. Sessano a Chiaverano; i resti di cinta detti “La Bastita” ancora a Chiaverano; il Castello e il Castelletto de XIV secolo a Montalto. S’aggiungono ivincoli di tutela dei Laghi Campagna, S. Michele, Nero, Pistono e Sirio legati alla “Dichiarazione di notevole interesse pubblico”.
I confini del parco sono stati concordati con i singoli comuni aderenti nell’ambito del Gruppo di lavoro e rispetto ai confini del SIC i Comuni hanno apportato alcune leggere modifiche.
Ivrea ha richiesto l’esclusionedella superficie attualmente adibita ad area mercatale inserita a suo tempo nel SIC in quanto all’epoca mostrava ancora residui lembi di aree umide e torbiere che, però, nel
tempo, sono scomparse. E sempre Ivrea ha aggiunto il territorio del lago San Michele, elemento essenziale per la stessa denominazione del Parco dei 5 laghi ed incomprensibilmente escluso all’epoca dalla perimetrazione del SIC.
Il Comune di Cascinette ha chiesto l’esclusione del territorio agricolo di pianura in quanto poco interessante da un punto di vista delle finalità del parco e fonte di contenzioso con gli agricoltori. Gli stessi motivi peraltro hanno determinato la non adesione al progetto del comune di Burolo.
Infine Chiaverano ha voluto che si inserisse l’area della Chiesa di Santo Stefano
Un delegato
“incapace”!
A Ivrea, nella commissione territorio presieduta da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea, la notizia di un dossier ha colto più o meno tutti impreparati. Il dito è puntato, manco a dirlo, sul consigliere delegato Donato Malpede che, in verità, salvo dire che “il parco è una cosa importante”, non ha saputo spiegare alcunchè su quali saranno le nuove regole e i nuovi vincoli. Insomma un rappresentante “inidoneo” a svolgere il ruolo assegnatogli. Indicato non certo per le sue capacità, ma per rabbonirlo in un momento in cui il sindaco non aveva più i numeri per governare. E’ evidente che sarebbe stato meglio una rappresentanza più referenziata e avrebbe potuto esserlo lo stesso sindaco Stefano Sertoli (come aveva chiesto il Pd) o perchè no un consigliere che conosce l’argomento non in ultima lo stesso Comotto.Di tutto questo, evidentemente si tornerà a parlare nel prossimo consiglio comunale previsto per i primi di luglio.
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