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SETTIMO. Il Giorno del Ricordo, la storia degli italiani uccisi nelle foibe

È stata un’iniziativa di studio e di approfondimento storico, quella organizzata con risorse proprie dalla locale sezione dell’Anpi, per il Giorno del Ricordo, celebrato per la prima volta a Settimo, martedì 11 febbraio. Il pubblico ha risposto numeroso, gremendo la sala Primo Levi della Biblioteca Archimede.

A introdurre l’iniziativa è stato lo storico Silvio Bertotto che ha illustrato la difficile situazione del confine orientale durante e dopo la seconda guerra mondiale, distinguendo fra le stragi successive all’armistizio dell’8 settembre 1943 (foibe istriane) e quelle fra il 1° maggio e il 12 giugno 1945, data in cui gli jugoslavi furono costretti a ritirarsi oltre la linea Morgan (foibe giuliane). Bertotto ha successivamente esposto le ragioni del silenzio calato sul fenomeno delle foibe a partire dagli anni Cinquanta dello scorso secolo. I motivi furono di ordine internazionale (in seguito alla rottura dei rapporti fra Tito e Stalin), nazionale (avendo l’Italia instaurato ottime relazioni con la Jugoslavia) e politiche (a causa del contraddittorio ruolo svoltovi dai comunisti italiani).

Quindi è stata proiettato un video di Rai Storia, con un’articolata intervista del giornalista Massimo Bernardini al professor Raoul Pupo, già presidente dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, docente dell’Università di Trieste, uno fra i massimi esperti delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Lo storico triestino ha risposto alle principali domande che emergono dall’opinione pubblica, al di là dell’uso mediatico che caratterizza tali fenomeni da qualche anno a questa parte.

Fra il pubblico, attentissimo e partecipe, vi erano assessori e consiglieri comunali di ogni parte politica, con il presidente Carmela Vizzari. Numerosi anche i militanti dei partiti di maggioranza e di opposizione, molti dei quali hanno voluto congratularsi con Bertotto per avere condotto l’incontro con equilibrio e professionalità. E non è mancato un briciolo di commozione quando lo storico settimese ha ceduto la parola alla signora Eufemia Galasso, di famiglia istriana, originaria di Pola, la quale ha letto una bella poesia dedicata all’esodo giuliano-dalmata.

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