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IVREA. Carnevale e molestie sessuali. Piero Gillardi sa tutto ma tace

IVREA. Carnevale e molestie sessuali. Piero Gillardi sa tutto ma tace
Ci sono cose che si possono scrivere fino ad un certo punto e questa è una di quelle. Epperò la notizia è vera, esiste un interesse pubblico nel darla e spetta a noi (codice penale in mano) essere il più “continenti” possibili per non incorrere nel reato di diffamazione. Di cosa vogliamo parlare? Di messaggi pruriginosi e osceni via whatsapp di un lui ad una lei che potrebbero trasformarsi in una denuncia per molestie sessuali. Sui nomi di entrambi, evidentemente, manterremo il dovuto riserbo, ma è bene anticipare che si tratta di due personaggi coinvolti nel Carnevale di Ivrea, una manifestazione enorme e di gran richiamo, con migliaia di attori e protagonisti. Una manifestazione storica, con un’immagine da tutelare, non foss’altro che per quello che si spende: più di 700 mila euro a edizione, considerando anche i costi sostenuti dall’Amministrazione comunale. La notizia non è più un fatto privato da alcuni giorni. E’ nota al Presidente della Fondazione dello storico Carnevale Piero Gillardi. Lo sa il Sostituto Gran Cancelliere Erino Mignone e pure Marco Adriano dello staff operativo. Infine, dal pomeriggio di giovedì scorso, anche il sindaco Stefano Sertoli che ha ricevuto la ragazza accompagnata dalla mamma. Ne sono al corrente, hanno ascoltato in silenzio tutto il racconto, ma hanno preferito e preferiscono non prendere alcuna decisione in proposito. Non ne sa nulla, invece, il Gran Cancelliere nonché Notaio Pierluigi Cignetti e, come tutti sanno, eventuali drastiche decisioni non potranno che essere prese da lui, insieme al Sostituto Gran Cancelliere Erino Mignone e al sindaco. “Quella ragazza - confessa Erino Mignone - ne ha parlato con me più volte. E’ una questione delicata ma pensavo che tutto si fosse risolto. Se lo sapete anche voi evidentemente così non è. Questo è un problema. Sono figlio di un ispettore di polizia e so di che cosa stiamo parlando, per quanto poi uno sia da considerarsi innocente fino al terzo grado di giudizio. Faccio il fotografo non ho competenze in materia penale, non sono un avvocato, né un poliziotto, né un giudice, ma le ho consigliato di fare tutto quello che era nelle sue corde per tutelarsi. Nel contempo prendo le distanze da qualsiasi forma di violenza fisica e verbale e mi concentrerò su questo nei miei verbali.  Le abbiamo anche promesso che nessuno da ora in avanti si sarebbe più permesso di inviare messaggi via whatsapp…”. Più o meno allineato anche Marco Adriano. “Io in realtà so poco - ci racconta - Ho solo visto alcune schermate dei messaggi che lui ha girato a Gillardi....Avevamo proposto alla ragazza di cambiare ruolo....”   Cauto Pierluigi Cignetti:Non sono stato informato di tutto questo e se fosse vero sarebbe un fatto grave. Vi prego di usare le dovute cautele. Scoppiasse uno scandalo a farne le spese sarebbe la manifestazione nel suo insieme…”. Il problema però è il gossip, difficile da fermare, incanalare, bloccare. C’è già una sorta di movimento “me too” che s’è stretto intorno alla ragazza e poi ce n’è un altro, decisamente sessista, che vorrebbe archiviare il caso con una qualsiasi giustificazione o, ancor peggio, buttarla in caciara. “Perché  - dicono - a Carnevale ogni scherzo vale…”. O ancor peggio: “Si sa che il Carnevale crea mille occasioni…”. In ultima c’è chi sostiene che tutto sia precipitato per la “gelosia” del fidanzato della ragazza. Insomma, per salvare il salvabile, si sono subito fatti sotto i soliti detrattori.  E tutto ricomincia da dove tutto è nato. Dalla Mugnaia che è il personaggio chiave della storica manifestazione. Figura esemplare di liberazione dal sopruso e dalla prepotenza per sé e per il suo popolo. Possono gli organizzatori di una manifestazione che si concentra sulla dignità della donna permettere che tutto questo sia accaduto o accada? A nostro avviso no.
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