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21 Gennaio 2020 - 17:47
La salma di Salvatore Balbo è stata salutata con un lungo applauso da una folla accorsa in sala consiliare per l’ultimo saluto al presidente del Consiglio comunale. Il feretro è stato condotto in sala consiliare nella mattinata di giovedì 16 gennaio, era circondato dai simboli che hanno caratterizzato la militanza politica di un settimese originario di Enna, nato in una famiglia integerrima per poi approdare al nord come insegnante. Il quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, immagine dedicata ai lavoratori, e l’inno dell’Internazionale socialista, hanno fatto da sfondo alla solenne commemorazione di un politico settimese molto stimato ed apprezzato per le sue qualità di equilibrio, onestà e coerenza. “Lo incontrai in campagna elettorale - ha ricordato Carmen Vizzari, presidente del Consiglio comunale - lui mi disse “Bene, fare politica è una cosa bella”. Era l’esempio è di un politico dall’aria austera, ma con una carica di autoironia. Nel suo ruolo di presidente del Consiglio, era simbolo di passione, imparzialità e competenza. Lo ricorderemo con grande riconoscenza”. La sindaca Elena Piastra lo ha ricordato come Salvatore. “Un uomo capace di unire, elegante, serio, estremamente gentile e disponibile ad abbassarsi per ascoltare le persone, dall’alto della sua statura - ha detto Piastra - . Ha partecipato alla trasformazione di Settimo, faceva politica al servizio delle persone. Lo salutiamo in questa sala che lui ha voluto fortemente intitolare al suo grandissimo amico Giovanni Ossola”. A ripercorrere i suoi ultimi momenti, sono stati Roberto Salvestroni, segretario del partito socialista a Settimo e il figlio Filippo. “Eravamo un gruppo di giovani scatenati che chiese alla vecchia guardia del Psi dell’epoca di farsi da parte - ha raccontato Salvestroni - . Fu dato origine ad un partito che trasformò questa città. Era un uomo determinato ma tollerante, con una grande capacità di mediazione. Gli ultimi suoi mesi di vita non sono stati belli, era depresso, ma spero di aver fatto il possibile per dimostrargli la mia amicizia. Ciao Salvatore e - alzando il pugno sinistro - addio compagno Balbo. Io non sono credente e nemmeno lui lo era: ma se c’è un posto dove finiscono i saggi e i buoni, lui è là”. E infine la sua famiglia: “Mia sorella lo definisce un cavallo selvaggio dallo spirito libero - ha detto il figlio Filippo - . Papà ci ha insegnato l’onestà, ad allenare il cuore a pensare in grande. Ci hanno detto che si è addormentato, senza soffrire, e questo ci consola”.
Il lungo applauso ha concluso la commemorazione, tra la folla c’erano tanti familiari ed amici con gli occhi arrossati dalle lacrime per l’ultimo saluto al Presidente.
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