Salvatore Balbo era un settimese orgoglioso della sua città. Il suo cuore si è fermato nella notte di sabato 11 gennaio, all’ospedale di Chivasso. Aveva 80 anni.
Era ricoverato in una residenza per anziani, quando le sue condizioni di salute si erano aggravate a causa di un incidente, una brutta caduta avvenuta nella struttura in cui dimorava da qualche tempo, in zona Pescarito a San Mauro. Sembrava che potesse riprendersi, invece la situazione è precipitata. La sua salma sarà condotta in sala consiliare a Settimo probabilmente mercoledì mattina, 15 gennaio, luogo in cui sarà allestita la camera ardente proprio come accadde per il sindaco Giovanni Ossola, il suo grande amico. Il rito civile invece sarà celebrato nel pomeriggio al tempio crematorio di Mappano.
Nato a Valguarnera Caropepe, in provincia di Enna, il 19 luglio 1939, Balbo aveva conseguito il diploma per poter insegnare nelle scuole elementari. Era un maestro con la passione della politica. Era iscritto al Psi, quel partito socialista italiano che nel 1987, a Settimo, fu una matrice fondamentale per generare quel pentapartito di cui il sindaco Giovanni Ossola divenne il garante, mandando all’opposizione il PCI. Da quel momento in poi, Salvatore Balbo è rimasto sempre al fianco di Ossola, seguendolo in tutti i suoi progetti. Uomo sempre elegante e dai modi gentili, era pronto alla battuta di spirito sempre garbata, per sdrammatizzare o bacchettare con stile e misura a seconda dell’argomento. Era un politico a cui la città deve riconoscere l’enorme impegno amministrativo, anche in periodi difficili come quelli in cui le giunte socialiste finivano nel mirino delle inchieste giudiziarie di Tangentopoli. A quell’epoca, negli anni Novanta, era lui l’assessore ai lavori pubblici, una garanzia di integrità. Balbo fece parte della squadra di quattro sindaci (Cravero, Fenoglio, Ossola e Corgiat) assumendo vari ruoli, da consigliere ad assessore. Quarant’anni di attività politica di cui cinque nel ruolo di presidente del Consiglio comunale, dal 2004 al 2009, succedendo a Ivo Bissoli, con Aldo Corgiat come sindaco. Poi seguì sempre Ossola, nel 2009, all’opposizione come unico consigliere del Partito Socialista.
“Prima del 1987 eravamo avversari politici - racconta Silverio Benedetto, all’epoca capogruppo della Dc - poi governammo insieme. Ricordo un importante progetto condiviso: la Dc a quell’epoca si batteva per stipulare delle convenzioni con le scuole per l’infanzia paritarie come la “De Amicis”, la “San Vincenzo” e la “San Giuseppe”. C’era bisogno di spazio per i bambini e il Comune, con le sue strutture pubbliche, non poteva reggere di fronte alle richieste. Così, con la mediazione di Ossola, riuscimmo a far approvare le convenzioni. Salvatore Balbo era assessore all’istruzione e nonostante fosse un grande sostenitore della scuola pubblica, non ebbe dubbi nell’avviare una convenzione che è in vigore ancora oggi. Era antidemocristiano ma questo non aveva mai creato contrasti tra me e lui, avevamo un ottimo rapporto di estrema correttezza. Era un amministratore onesto, un politico leale e un socialista coerente”. E se Settimo oggi è una città apprezzata, più efficiente e vivibile, lo si deve a politici ed amministratori appassionati così, come lo era Salvatore Balbo.
IL RICORDO DELLA SINDACA
Piastra: “Era un grande esperto di politica
mi sono spesso fidata di lui nelle scelte”
25 APRILE 2018 Salvatore Balbo parla con Elena Piastra durante la sfilata in via Roma a Settimo
“È stato per tanti anni consigliere e Presidente del Consiglio Comunale, e poi - anche senza ruoli ufficiali - presente con costanza nella vita politica e attento al bene della nostra città. - scrive Elena Piastra sul suo profilo social - . Un uomo impegnato e serio, sempre pronto a dare un consiglio o una parola di attenzione. La prima volta in cui ci confrontammo io ero appena diventata consigliera comunale. Parlammo un poco, senza presentarci. Ricordo che a un certo punto mi disse: “Faccio politica da tanti anni, ascoltami su questo”. E io da quel giorno mi sono spesso fidata di lui nelle scelte. Era un uomo capace di unire scuola e istituzioni”.
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