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20 Settembre 2019 - 19:14
Luca Garritano all'opera nel suo laboratorio orafo di Via Torino 46
Nell’era della tecnologia e del virtuale, dove si sta sempre più perdendo il contatto con tutto ciò che è manuale e artigiano, fortunatamente c’è chi porta avanti la tradizione, rendendola al contempo attuale e moderna. Lui è Luca Garritano, artigiano orafo per passione.
Classe 1977, fin da piccolo ama “usare le mani”. “Da bimbo smontavo tutto nel garage di papà, lui era convinto che avrei fatto il meccanico vista la mia passione innata per il lavoro manuale” racconta Luca.
Durante la seconda media vede diversi artigiani all’opera all’ “Expo”, fiera che ai tempi si teneva a Chivasso, e ne resta affascinato. Successivamente conosce un ragazzo di Castelrosso che frequenta la “Scuola Orafa” di Valenza e che lo invita ad andare a vedere lui e i suoi compagni al lavoro. “Ho immediatamente detto a mio padre che quello era ciò che avrei voluto fare nella vita. E’ stato amore a prima vista. Un amore che ancora oggi è forte come il primo giorno” confessa sorridendo.
Luca Garritano, finita la scuola media, va a studiare a Valenza e nel frattempo vive in una casa - famiglia. Studia e lavora, perché la scuola, appena possibile, manda i ragazzi a fare pratica nelle grandi aziende dei grandi marchi all’interno dei loro laboratori orafi. Finita la scuola trova lavoro a Valenza, e fa il pendolare fra quest’ultima e Chivasso, stando fuori casa dal mattino presto alla sera tardi.
“Ho girato vari laboratori orafi - spiega -. Ho scelto di farlo per imparare bene il mestiere, nella maniera più variegata possibile. I Maestri orafi non ti svelano il segreto finale per realizzare un gioiello, ognuno deve trovare il suo e questo è ciò che poi ti rende differente dagli altri - aggiunge -. Una volta raggiunto il limite di ciò che potevo imparare cambiavo laboratorio. Ho imparato a lavorare e a modellare i vari materiali: oro, ottone, rame, argento, alpacca e cera. Non ho mai voluto lavorare per una grande azienda, dove sei vincolato a una produzione e non puoi sviluppare le tue idee, cosa che invece è possibile fare nei piccoli laboratori artigianali”.
Quando l’ultimo laboratorio in cui lavora chiude e il Maestro orafo gli dice che è pronto per vivere la sua avventura da solo, Luca Garritano apre la sua bottega orafa in via Torino 46, dove ancora oggi crea le sue opere d’arte. “Parto sempre dal disegno, da una bozza del gioiello che voglio realizzare, per poi svilupparlo al dettaglio. A volte me lo sogno di notte e mi alzo immediatamente per buttare giù uno schizzo - racconta -. Con le matite coloro il gioiello che ho disegnato e lo ‘sento’ e lo vedo subito se mi piace e mi convince”.
Ma come si realizza un gioiello, dopo averlo disegnato? Luca spiega che si fa una base di cera, ottone o alpacca a seconda dei gioielli da creare. “Quando si usa la cera si fa una base, si crea un pre - stampo in cui si cola la scagliola, che si indurisce. Una volta messo in forno la cera si scioglie e resta lo stampo in scagliola in cui verrà poi colato il metallo prezioso. Si spacca poi la scagliola e si ottiene, così, il gioiello grezzo da rifinire al banco con gli appositi strumenti - racconta -. Quando si usano l’ottone e l’alpacca, si realizza invece una specie di gomma, un calco che si scioglie col calore e così prende forma il gioiello, si inserisce poi la cera all’interno e si ottiene la base di partenza e via così col procedimento spiegato prima” conclude.
Luca realizza gioielli che vende in tutta Italia, ma anche all’estero grazie al suo sito di vendita online www.lglaboratoriorafo.it . Ci sono sue opere addirittura in Canada e a New York e lui è estremamente felice di questa esportazione del suo made in Italy fin laggiù. Per dare un’occhiata alle sue creazioni si può anche andare su Facebook, cercando “Luca Garritano (Luca l’orafo)” e su Instagram cercando “lggioielli”, oltre che andando direttamente di persona nel suo laboratorio chivassese.
Oltre che orafo Luca Garritano è anche papà di Asia e Greta e marito di Jenny. Una bella famiglia unita.
“E’ stata dura farmi conoscere, sono partito da zero a Chivasso e avevo solo 25 anni. Piano piano, col passaparola dei clienti mi sono fatto un nome e questo mi ha permesso di essere ancora qui oggi, nel pieno della mia attività - racconta -. Sono soddisfattissimo, farò questo mestiere fino alla morte. Mia moglie mi dice sempre che sono ‘drogato’ di questo lavoro. E ha ragione. Mi ci perdo completamente, non ho più la nozione del tempo quando entro in laboratorio, devo mettermi più sveglie per ricordarmi che ci sono altre cose da fare. Il mio lavoro è una grande passione - aggiunge -. Spero che il futuro sia così come è l’oggi, non desidero altro che questa normalità continui e spero tanto che il lavoro dei piccoli artigiani non vada a morire, perché sarebbe una perdita enorme e un vero peccato. Oggi i ragazzi sono tutti dietro ai blogger e alla tecnologia, non hanno voglia e desiderio di un lavoro artigianale. Non c’è neanche più la ‘Scuola Orafa’ di Valenza a causa della carenza di iscrizioni, ed è rimasta solo la ‘Scuola Statale’ di Torino. Speriamo in un po’ di ‘ritorno al passato’, ci farebbe un gran bene” conclude Luca Garritano.
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