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SETTIMO. EUROPA

SETTIMO. EUROPA

Europa sì, Europa no… Boh. A sentire l’uomo politico del momento sembrerebbe che tutti i guai degli ultimi dieci anni, dalla crisi economica al mal di mare, dal traffico al cambiamento climatico, dall’amianto a Berlusconi, siano colpa dell’Europa. E dire che qualche anno fa non si trovava un anti-europeista neanche a cercarlo col lanternino, tutti si professavano europei consci che l’Unione era e può ancora oggi essere il miglior percorso possibile per quel mezzo miliardo e pusa di persone, mica bruscolini, che vi abitano.

L’Europa è l’unico progetto politico pacifico del Novecento: gli altri si chiamano apartheid, muro di Berlino, leggi razziali, mein kampf, brigate rosse, dittature, auschwitz, deportazioni. Senza Europa, dunque, non si va da nessuna parte, lo sanno benissimo anche i suoi più accaniti (e finti) detrattori.

In tutta la storia, soltanto gli Stati Uniti sono stati capaci di realizzare pienamente una cosa simile, non a caso sono il paese più ricco e potente del mondo. Ma neanche per loro è stata una passeggiata e non sono bastati tutto il XIX secolo, una rivoluzione, un feroce conflitto civile e numerose, forse troppe, guerre all’esterno. Mettere insieme lingue, usi, culture, organizzazioni e ritmi fino a ieri diversi è un’impresa. Ma qualche decennio fa sembrava impossibile anche far parlare i veneti con i napoletani, i torinesi con i milanesi (cosa difficile ancora oggi), i settimesi con i cittadini di Volpiano o quelli dei Mezzi Po con i brandizzesi.

L’Europa è alla base della nostra prosperità, del benessere, della sicurezza che tutti auspichiamo, non dei nostri guai. Semplicemente, gli altri Stati ci chiedono, avendoci sposato, per ora solo economicamente, di scrollarci un po’ di debiti dal groppone: vi maritereste voi con una fanciulla bella, foss’anche la più bella del mondo quale l’Italia è, se si rivelasse carica di cambiali fino al collo? No? Gli altri nemmeno e per questo, se vogliamo rimanere dentro questa benedetta Europa e non fare saltare la baracca, è necessario tirarci su le maniche. Non giù le mutande.

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