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CHIVASSO. Castello fa muro in via Siccardi. Residenti furiosi per il pavè

CHIVASSO. Castello fa muro in via Siccardi. Residenti furiosi per il pavè

Deve aver preso un po’ troppo alla lettera il maestro Miyagi di Karate Kid, il sindaco di Chivasso Claudio Castello. “Dai la cera, togli la cera”.

Nel tratto di via Siccardi compreso tra via Demetrio Cosola e via Torino, l’amministrazione chivassese sta per mandare in cantiere il rifacimento della pavimentazione stradale. Dal primo luglio si toglie il porfido per, udite udite, rimettere il porfido. Come insegna il maestro all’allievo Daniel-San: togli il porfido, rimetti il porfido.

Peccato che, e qui sta l’inghippo, i residenti del quartiere da anni lamentano tutta una serie di problemi legati all’attuale pavimentazione stradale e, da altrettanto tempo, chiedono esattamente il contrario: la sostituzione del porfido con asfalto fonoassorbente.

E’ dai tempi di Libero Ciuffreda sindaco, e Castello assessore ai Lavori Pubblici, che se ne parla.

Le trenta famiglie che vivono nei condomini ai civici 1, 5 e 7 ogni anno, puntuali, chiedono all’amministrazione comunale di turno di risolvere i loro problemi. Che non sono pochi.

Solo un anno fa, sessanta firme venivano portate sulla scrivania di Claudio Castello. per chiedere la sistemazione, una volta per tutte, di via Siccardi. Dopo anni di promesse, sopralluoghi, speranze mal riposte e aspettative disilluse, si chiedeva, senza tanti giri di parole, la realizzazione della pavimentazione fonoassorbente nel tratto della via che conduce in piazza d’Armi, da via Cosola a via Torino.

Già nel 2013 venne avviata una raccolta firme per denunciare la situazione, ai limiti della tollerabilità, peggiorata con l’apertura del Movicentro e il transito degli autobus sulla strada.

Troppo rumore, troppe vibrazioni, troppo inquinamento.

La tipologia della pavimentazione stradale - si leggeva nella petizione -, formata da massetti in porfido staccati tra loro, dall’aspirazione della turboscopa e da numerose gibbosità, è stata assolutamente ignorata. Questa pavimentazione non è fonoassorbente ma fonotrasmittente. L’intensità del traffico, circa ottocento passaggi all’ora solamente dalle 8 alle 9 del mattino e, complessivamente, circa tre milioni annui, evidenzia almeno tre fenomeni dannosi e percettibili dai cittadini, ma non dai loro amministratori...”.

Le conclusioni di un sopralluogo dell’Arpa - proseguiva il testo della raccolta firme - hanno evidenziato che ben 27 passaggi notturni dei mezzi superano la soglia prevista dalla normativa, cioè quella da salvaguardare assolutamente ai cittadini [...]. In ragione di quanto riscontrato, si ritiene opportuno che il Comune di Chivasso valuti l’adozione di adeguate soluzioni di mitigazione dei fenomeni vibratori, attraverso specifici interventi sull’infrastruttura stradale e sulla gestione della mobilità”.

Bene, a distanza di un anno si interviene. Però, per i residenti, purtroppo, “male”. Il pavè non verrà sostituito dall’asfalto ma da altro pavè.

Dopo il rifacimento del fondo stradale in calcestruzzo e rete metallica - provano a rassicurare da Palazzo Santa Chiara -, i cubetti saranno posizionati con l’utilizzo di particolari resine che sostituiranno la sabbia assicurando una significativa riduzione delle vibrazioni”.

Basta? Ci mancherebbe.

Tra i residenti del quartiere nessuno capisce la logica di questo intervento. E, francamente, nemmeno noi. Anche perché, di “cit. in cit.”, un senso proprio non ce l’ha (Vasco Rossi, “Un senso”, ndr).

Via Siccardi non è infatti “centro storico”, dunque la “continuità” con via Torino, ad esempio, come sbandierano in Municipio, la vedono solo Castello e l’assessore Barengo

In più, nel primo tratto, dal Movicentro a via Cosola, la stessa via Siccardi è in asfalto... Dunque, di che stiamo parlando?

Per tutti gli arrabbiati residenti della via parla Claudia Bianchini: “Se noi che viviamo lì da anni chiediamo la sistemazione con l’asfalto del manto stradale - inforca - mi domando per quale motivo, ora che si investe per togliere il pavè, non si possa cercare di risolvere i problemi di rumore e di danni alle infrastrutture, come le crepe sulle pareti delle nostre case, generate dalle vibrazioni per il passaggio degli autobus sul porfido....”.

Ma un’amministrazione comunale di buon senso, a qualunque latitudine e grado, non dovrebbe ascoltare le giuste richieste dei cittadini piuttosto che gonfiare i muscoli e forzare la mano?

D’altronde, a che pro?

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