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CRESCENTINO. Asilo “La Coccinella”: dalle mamme solidarietà alle due maestre sospese

CRESCENTINO. Asilo “La Coccinella”: dalle mamme solidarietà alle due maestre sospese

IN VIA MANZONI L’ingresso dell’asilo nido “La Coccinella”

Da quando, nel corso della mattinata di giovedì 11 aprile, si è appresa la notizia della misura cautelare di divieto temporaneo di esercitare l’attività di insegnante con l’interdizione da ogni struttura statale o privata per la durata di un anno eseguita dai Carabinieri della Stazione locale nei confronti di M.G., 45 anni, e A.S., 31 - educatrici del micronido “La Coccinella”, sito in via Marconi 1 – la notizia è rimbalzata sui social in modo ambiguo e scatenando i più bassi impulsi di parte della cittadinanza crescentinese.

In primo luogo, si è verificato un iniziale misunderstanding relativo alla struttura coinvolta: poiché il comunicato diffuso dai Carabinieri parlava genericamente di “una struttura privata localizzata a Crescentino” l’accanimento nei confronti di coloro che sono state temporaneamente sospese dalla Procura di Vercelli con il coordinamento del sostituto procuratore Davide Pretti, in seguito alle registrazioni audio e video raccolte tra il dicembre 2018 e il marzo 2019, non sapeva a chi rivolgersi specificamente. Così, l’“Asilo Infantile di Crescentino”, presieduto da Giuseppe Malinverni, si è visto costretto a pubblicare un comunicato per esplicitare la propria estraneità ai fatti. Tuttavia, nonostante la prima avvisaglia di un atteggiamento evidentemente troppo sostenuto da parte di un gruppo dei fruitori dei social media espresso proprio in questo primo fraintendimento, il processo mediatico è proseguito senza mezzi termini con espressioni eccessivamente colorite e, spesso, irripetibili. Così, un gruppo di mamme che ha avuto esperienza diretta con la struttura e, più nel dettaglio, con le due educatrici al centro della vicenda, ha deciso di manifestare il proprio dissenso verso queste manifestazioni esprimendo la propria vicinanza alle due donne e raccontando la propria esperienza personale. A contattarci è Stefania Mingolelli, a cui si aggiungono le dichiarazioni di Michela Casale, Debora Contorno, Francesca Rossi, Orietta Camelin, Marisa Falbo e Lina Giordano. Tutte sono concordi nel dire che l’esperienza vissuta nel rapporto con le due maestre è stata estremamente positiva. In particolare, Francesca, Orietta e Michela raccontano che «mio figlio/a, ancora adesso […] quando le incontra per strada salta loro al collo» e «mio figlio/a ha ancora un bellissimo ricordo di questo asilo tanto che tutti gli anni a Natale e ogni tanto durante il corso dell’anno mi chiede di andare a trovare le sue maestre ed io non ho mai avuto nessun tipo di problema a riguardo; ho incontrato sempre la massima disponibilità e serietà da parte loro»; inoltre, non sono state soddisfatte solo dall’aspetto umano dimostrato da queste maestre, ma anche dalle loro capacità in quanto educatrici. Infatti, Marisa ha notato che «la bambina alla materna comunale ha dimostrato una certa preparazione rispetto a quella dei bambini che avevano trascorso gli anni precedenti con i nonni» e Debora ricorda che «il loro ruolo è quello di educatrici e come tali credo si siano comportate. Loro trascorrono con i nostri figli la maggior parte del tempo, quindi devono crescerli come faremmo noi». Infine, Lina racconta: «io e mio marito ci siamo rivolti lì quando avevano appena aperto la struttura e siamo rimasti per due anni e mezzo presso di loro. Mi sono fidata ciecamente di come hanno educato i miei due figli». Tutte concordano nel dire che i fatti appaiono ai loro occhi come troppo inverosimili per essere accaduti e che «fa veramente male che ci sia stata questa gogna mediatica a loro sfavore».

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