Il 10 aprile è arrivato e l’Inps ha riaperto finalmente i battenti a Chivasso, a Palazzo Einaudi. Alle sette di mattino, due ore prima dall’apertura, i primi utenti sono già davanti alle porte di Palazzo Einaudi. Fra di loro c’è Antonio Pusi, contento di essere fra i primi. I minuti passano e la coda si allunga. Alle otto ci sono già una ventina di persone. Tutti chiedono “Chi è l’ultimo?”, ma si capisce immediatamente che l’assenza all’esterno di un conta numeri creerà confusione. Alle nove in punto, la porta si apre e l’addetto alla vigilanza esordisce “Allora: dentro ci sono quattordici sedie, per motivi di sicurezza solo quattordici di voi entreranno e si siederanno. Gli altri prendano il biglietto e aspettino fuori”
Il signor Antonio entra e si siede. Passerà fra i primi. Ci sono due sportelli. Il primo di sinistra chiama il primo numero, quello di destra è solo per i disabili, invalidi, o donne con bambini. “E’ giusto che ci sia uno sportello tutto per loro” dice il signor Antonio.
Dagli uffici dietro esce una funzionaria e dice “Chi deve richiedere la certificazione unica dia il documento e il codice fiscale”. E’ immediatamente ressa. Dal corridoio entrano persone che consegnano immediatamente i documenti al vigilante e alla funzionaria. Così gli ultimi passano per primi. Il signor Antonio aspetta fiducioso, seduto sulle sedie che gli hanno indicato, che chiamino il suo numero senza consegnare i documenti. Un altro signore se la prende con la guardia e questi lo invita cortesemente a uscire minacciando di chiamare i carabinieri per motivi di sicurezza.
Intanto i primi CU vengono consegnati a persone che erano arrivate molto tempo dopo del signor Antonio. A chi si lamenta, la guardia ribadisce che è il primo giorno, e che malgrado la confusione passeranno tutti. Ad Antonio Pusi vengono presi finalmente i documenti e alle 10.20 finalmente può uscire. “E pensare che ne avevo solo tre davanti” dice.
La fila nel corridoio è ancora lunghissima. Ci sono anziani che lamentano male alle gambe per la lunga attesa. Una signora dice: “Almeno allo sportello che c’era prima al piano di sopra, c’erano le sedie nel corridoio”. Fuori il vociare del mercato copre le lamentele che i più fortunati che hanno risolto stanno scambiandosi a gruppetti...
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