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15 Marzo 2019 - 12:32
Franca Pantano nella sua "Panetteria Lopez" di via Torino 67/71
Maria Francesca Pantano, sicuramente più conosciuta come Franca della “Panetteria Lopez” (per l’esattezza “ESSE ELLE di Lopez e Pantano”) di via Torino 67/71, è la protagonista di questo nuovo “appuntamento” in cui conosciamo meglio un chivassese, anzi, una chivassese stavolta. “Dicevo sempre che non sarei mai voluta diventare la moglie di un panettiere, perché non sarei voluta rimanere di sola la notte… volevo fare la parrucchiera” dice sorridendo, consapevole che il destino l’ avrebbe poi fatta innamorare proprio di un panettiere.
Franca nasce il 16 ottobre 1965 a San Ferdinando, un paese che oggi, in Calabria, non esiste più perché è diventato tutto mare e porto. “Uno dei ricordi più cari di quando ero piccola è legato a mia nonna Francesca. Adoravo toccare i capelli delle persone, motivo per il quale desideravo fare la parrucchiera, e la nonna mi chiamava sempre per pettinarla e farla rilassare. Fra noi c’ era un feeling speciale, molto stretto” comincia a raccontare e aggiunge: “Siamo venuti a vivere a Chivasso nel 1972, poiché i miei genitori avevano trovato lavoro in ‘Lancia’, ma io venivo qui già prima, spesso, per vedere i nonni. La Calabria era più che altro il luogo delle vacanze, per me. Ero una bimba che litigava molto con la sorella maggiore. Noi siamo tre sorelle e un fratello, e purtroppo abbiamo perso nostra mamma, Teresa Palma Carbone, quando aveva solo 33 anni, nel ‘78. La nostra infanzia non è stata bellissima tra questa perdita, il lavoro, gli stipendi che erano quelli che erano, però devo dire che nostro padre Ferdinando ci ha dato un’ ottima educazione e ci ha tirati su nel migliore dei modi. I miei ricordi sono comunque dei bei ricordi”.
Franca racconta che lei, le sue sorelle e il fratello sono cresciuti con i nonni materni. Il papà lavorava e quindi i quattro erano spessissimo con loro, in particolare nell’orto, e lei ha un ricordo cristallino delle corse, delle biciclettate, delle partite a pallone, della raccolta dei fiori nei campi, di tutto ciò che facevano bimbi e ragazzini una volta.
Suo zio Salvatore Carbone era molto amico di quello che sarebbe poi diventato suo marito, l’uomo della sua vita, il suo grande amore... Giuseppe Lopez. “L’ ho conosciuto nel 79’/’80. A quei tempi ero pazza del cantante Pupo e Pino secondo me gli somigliava un sacco - racconta. Lo chiamavo Pupo e lui non mi sopportava quando lo facevo - sorride. Ad agosto del 1985 c’è stato il nostro primo appuntamento e da lì è iniziata la nostra storia. Nel 1986 Pino apre la panetteria con un socio che però è durato solo 6 mesi e così sono subentrata io. Pino era già un panettiere, io non sapevo fare nulla e non c’ erano panettieri nella mia famiglia, però mi è piaciuto subito come lavoro, anche se non è stato semplice gestire il negozio a quella giovane età. I primi 6 mesi sono stati davvero tosti, siamo partiti dal nulla, l’attività l’abbiamo presa con le cambiali. Abbiamo sempre lavorato, anche 24 ore al giorno, ma col tempo siamo riusciti a crearci una bella attività e devo sicuramente ringraziare anche gli amici panettieri di mio marito che ci hanno dato una mano. Nel 1987 ci siamo sposati, ho un bellissimo ricordo del viaggio di nozze fatto in Grecia, e sempre in quell’ anno abbiamo anche completamente rinnovato il locale”.
Franca racconta che hanno ricevuto la targa per i 25 anni di attività consecutiva e che la cosa più bella è la soddisfazione dei clienti. “Siamo ormai arrivati a 34 anni di attività, abbiamo un nome, una buona attività lavorativa e siamo molto conosciuti. Sono soddisfatta della mia vita e del mio lavoro. Mio marito ci ha sempre messo l’anima. Ora lui, purtroppo, non c’è più e nostro figlio Cristian ha preso il posto del papà come panettiere. In negozio ci sono anche mia cognata Filomena Lopez e le commesse Carmela e Chiara. Io vendo i prodotti e gestisco il negozio, aiuto anche in cucina, ma lì poi ci sono i vari panettieri. Nel 2003 abbiamo ingrandito i locali”.
Tanto lavoro nella vita di Franca ma anche il tempo per diventare mamma. Nel 1989 nasce Cristian che l’ha resa nonna, insieme alla moglie Lisa, di Francesca, Davide e Giuseppe; mentre nel ‘91 nasce Manuel, che è psicologo. “ Ho tribulato con entrambe le gravidanze: Cristian è nato con un distacco della placenta, ho avuto minacce d’aborto, è nato prematuro e sottopeso; Manuel ha ingoiato del liquido amniotico e pure lui è finito ricoverato. Ricordo sempre la battuta del mio ginecologo che diceva, scherzando, che il terzo figlio lo avrei fatto direttamente in ospedale” racconta Franca.
Alternanza di gioia e dolore nel 2015, anno in cui Franca e famiglia scoprono la malattia di Pino e anno in cui nasce il nipotino Davide. Altro anno similare è il 2017, anno in cui Pino viene ricoverato e anno in cui nasce l’ altro nipotino Giuseppe. A novembre 2017 Pino si è purtroppo spento lasciando un grosso vuoto in tutti i suoi cari. “Prima di morire Pino ha voluto a tutti i costi che aprissimo una rivendita di pane e visto che era una sua fortissima volontà lo abbiamo fatto e oggi è sita in via Ivrea 2 ed è gestita da mia nuora Lisa e da mia nipote Giorgia. Anche questa attività è motivo di soddisfazione per noi tutti. Non mi lamento della mia vita, mi ritengo soddisfatta e dal futuro non mi aspetto nulla, vorrei che tutto andasse avanti come ora, niente di più. Aiuterò sempre nell’ attività di famiglia, ma ora voglio vivere la mia vita e lasciare spazio ai giovani. Ho sempre sempre sempre lavorato e dopo quello che è successo ho deciso che mi voglio godere la vita - racconta Franca e aggiunge, in conclusione, dei ringraziamenti che ci tiene tanto a fare: “Un grosso grazie va a mio figlio Christian, che dopo la malattia e la morte del papà ha preso in mano tutta l’attività di famiglia, nonostante questo rappresenti un’ enorme responsabilità. Un grazie a Lisa che nonostante i 3 bimbi, la casa e tutto ciò a cui deve pensare si occupa della rivendita. Un ultimo grazie va a Manuel che mi è sempre stato accanto, siamo molto orgogliosi della sua laurea... il papà ci teneva tantissimo, non ha purtroppo potuto assistervi, ma sono certa che Pino sia entusiasta di entrambi i figli che abbiamo cresciuto”.
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