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SAN MAURO. L’antenna in Pragranda si farà “Pronti a scendere in piazza!”

SAN MAURO. L’antenna in Pragranda si farà “Pronti a scendere in piazza!”

Antenna si? Antenna no?

La risposta è arrivata martedì da parte dello studio legale Merani di Torino: l’antenna nei pressi dell’area Pragranda si farà.

Si tratterà di uno strumento di nuova generazione.

L’avvocato - spiega il sindaco Marco Bongiovanni - dopo un’analisi attenta ci ha ribadito che non esistono le condizioni per agire in autotutela, non ci sono profili di illegittimità nella procedura, quindi non agiremo contro l’antenna. I tempi per il poszionamento del traliccio? Questi non li sappiamo”.

Dopo l’ennesimo confronto con i residenti, andato in scena qualche settimana fa, l’amministrazione aveva deciso di avvalersi di un terzo parere legale. Il primo, infatti, arrivato dall’avvocato del comune aveva sconsigliato all’ente di agire contro l’antenna. Tesi opposta da parte dell’avvocato che sta seguendo la situazione per i cittadini residenti in Pragranda che si oppongono al progetto.

Per dipanare la matassa il sindaco aveva quindi scelto di chiedere una terza via, ebbene, l’ultimo legale ha confermato la tesi del comune: l’antenna si farà. I tempi per la presentazione del ricorso in autotela scadranno il 10 febbraio.

La querelle relativa all’antenna che la Telecom installerà nell’area della Pragranda andava avanti, ormai, da tempo.

Qualche mese fa, infatti, il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla Telecom che chiedeva al tribunale di stoppare la decisione dell’amministrazione, che aveva detto “No” all’antenna.

I privati, infatti, avevano presentato un formale ricorso in tribunale dopo il parere negativo dell’amministrazione che aveva deciso di non concedere l’autorizzazione per la costruzione.

Le parti erano state in trattativa a lungo per provare a trovare una quadra, il comune chiedeva di costruire l’antenna altrove, in una zona lontana dalle abitazioni, la Telecom, invece, ha sempre ribadito la propria volontà: antenna in Pragranda.

Dopo una prima fase interlocutoria anche i cittadini avevano fatto la loro parte: il comitato “No Antenna” raccolse più di tremila firme per ribadire la contrarietà dei residenti.

La possibilità che un traliccio potesse essere installato in zona, infatti, aveva mandato su tutte furie i residenti della zona che si erano subito attivati per mostrare la loro enorme contrarietà.

Quel traliccio per la telefonia mobile in zona Pragranda, loro proprio non lo vogliono. Così i residenti del quartiere nell’ultimo anno e mezzo hanno raccolto più di tremila firme per dire “No” alla costruzione dell’antenna. 

Nel mirino c’è la realizzazione di un traliccio alto 36 metri tra via Borsellino e via Pescarito, dietro al quale ci sarebbero gli interessi di tre compagnie telefoniche. 

Un progetto che in Pragranda è stato bocciato, in toto, dal comitato spontaneo di cittadini.  Mamme, papà, bambini, nel corso dei mesi, sono scesi a manifestare pacificamente al parco chiedendo lo spostamento in un luogo più idoneo.  In zona, infatti, ci sono numerosi palazzi, una scuola media, un Asl e un asilo nido

Eppure, ad oggi, la normative sembra dar ragione all’azienda. Le leggi vigenti, al momento della presentazione del progetto, infatti, consentivano e consentono alla Telecom di realizzare l’antenna nella zona da loro richiesta.

Il comune, dal canto suo, è lavoro per la progettazione di un nuovo regolamento per la mappatura delle antenne presenti in città e di quelle che potranno essere installate in futuro (il regolamento attuale è datato 2006).

È bene dire, infine, come sia l’azienda che l’Arpa (l’ente regionale per la protezione ambientale) avessero rassicurato il comune in merito alla non pericolosità di strumentazioni simili.

Insomma, il futuro sembra segnato, eppure, da parte del comitato spontaneo della Pragranda arriva l’ennesima richiesta. I cittadini sono pronti a scendere in piazza.

Il 10 Febbraio - scrivono - scade il termine utile per presentare l’annullamento dell’antenna 5G, dopo il ricorso al TAR la sentenza confermava che l’annullamento è possibile, solo il Comune di San Mauro Torinese può farlo se realmente vuole. Dopo le 3000 firme e i 3000 euro raccolti dai residenti per gli l’avvocati che ci hanno rappresentato, la politica deve ascoltare i cittadini. Il Sindaco può fare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro il 10 Aprile. Confidiamo che l’amministrazione abbia a cuore la salute dei suo cittadini. Siamo altresì pronti a scendere in piazza con cortei e iniziative nel rispetto delle regole e della legge in forma assolutamente pacifica”.

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