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12 Gennaio 2019 - 12:54
Roberto Pignatta
WQuella petizione l’hanno firmata in quattro gatti, se quelle persone non condividono i nostri atti li impugnino. Sono pronto a confrontarmi in tribunale”. Durissimo il commento del sindaco Roberto Pignatta.
Non si placa la polemica su Strada San Martino, dopo la petizione lanciata a fine anno da alcuni dei residenti.
“Questa strada deve diventare comunale”.
È questa la richiesta scritta nella petizione inviata al sindaco di Castiglione e al prefetto di Torino dai 15 residenti di Strada San Martino.
La zona, nel 2017, è stata colpita da una frana.
I lavori per rimettere in sesto il territorio non sono ancora partiti ed è in corso un difficile dialogo tra residenti e amministrazione.
Ripercorriamo, quanto accaduto negli ultimi mesi.
Le strade di collina, nell’ultimo anno sono state cauterizzate da numerosi eventi franosi che le hanno messe a dura prova.
Le piogge, hanno causato non pochi smottamenti, alcuni risolti altri ancora irrisolti. L’amministrazione sta lavorando per portare a termine tutti i lavori per garantire la messa in sicurezza del territorio.
Non tutto, però, sfila via così velocemente. Per le strade di proprietà comunali, infatti, i problemi sono pochi.
Per le strade vicinali, invece, i passaggi burocratici sono più complicati e spesso finiscono per dilatare i tempi.
Ed è proprio questo il caso di Strada San Martino che da mesi attende un intervento da parte del comune dopo la frana del giugno 2017.
La situazione, ad oggi, è a dir poco comica: l’amministrazione, subito dopo l’evento franoso, aveva posizionato due jersey all’inizio della strada per evitare l’ingresso nella via. Saranno serviti? Macché, nemmeno il tempo di metterli che qualcuno ha pensato bene di spostarli ai lati della carreggiata. Qualche mese dopo, poi, il comune, ha deciso di chiudere la strada proprio nel punto esatto della frana, rendendo la strada non percorribile.
Ma non è tutto: è in corso, infatti, una diatriba tra i residenti e il comune. I primi, nella persona di Riccardo Travers, dicono che la strada è classificabile come “Strada vicinale ad uso pubblico”, quindi i lavori spetterebbero al comune, l’amministrazione, invece, dal canto suo, sostiene che la strada sia privata e ci sia la necessità di creare un consorzio e che quindi i residenti debbano partecipare economicamente ai lavori.
“La verità è che qualcuno non vuole pagare per i lavori - attacca il sindaco Pignatta - stanno continundo a discutere solo per quello, dicono che la strada è pubblica ma non è così. Noi abbiamo messo in piedi il progetto per intervenire e le risorse necessarie ma i residenti della strada devono collaborare, quella non è una strada comunale e le cose funzionano così, non puo’ andare diversamente. Ci sono altre strade che si sono ritrovate con frane e eventi climatici di vario genere. Sono intervenuti a loro spese, sono scemi questi? Chi si è pagato di tasca propria gli interventi sulla sua strada privata e non ha chiesto soldi al comune è scemo?”
A difesa dei residenti, invece, si schiera il consigliere di opposizione Antonio Serlenga. “Quella strada - spiega il consigliere - è ad uso pubblico, passano le utenze, non sono case sparse, non condivido la posizione del sindaco”.
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