E’ la presenza dei fanghi tra i rifiuti che arrivano a Vespia – insieme alla prospettiva di ampliamento della discarica - a suscitare le maggiori inquietudini fra cittadini ed amministratori e ad indurre gli esponenti dell’opposizione (in particolare l’ex-vicesindaco Giovanni Maddio) ad accusare l’attuale amministrazione di essere venuta meno alle promesse elettorali.
Sull’ampliamento Zandonatto tende a minimizzare. “Come volumetria c’è poco da recuperare: la parte sommitale è completa e non possiamo andare oltre mentre non intendiamo allargarci al di fuori della recinzione storica. Quello che vorremmo è riempire lo spazio che ci separa dalla montagna: ci sembra stupido non farlo anche per garantire maggior stabilità all’insieme in vista del <dopo>. Quando la discarica sarà esaurita, nei 30 anni successivi non ci sarà qualcuno che venga a controllarla tutte le settimane…”.
Riguardo all’inquinamento, l’amministratore delegato sostiene che “superare i parametri di contaminazione non vuol dire che la contaminazione necessariamente ci sia: occorre controllare se l’origine sia di tipo naturale od antropico. Se poi la contaminazione c’è ma è interna all’area autorizzata come discarica non è prescritto che si intervenga, se è esterna allora sì”.
La visita di oggi – ha commentato il sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza – ci ha dato risposte soddisfacenti per quanto riguarda l’aspetto logistico, ovvero quello della gestione; le risposte sono state invece minori rispetto alla parte più importante: quella dei rischi per l’ambiente e la popolazione.
Non accetteremo nessun ampliamento esterno e dovremo stare col fiato sul collo della Agrigarden: costituiremo una commissione mista di amministratori (di maggioranza e minoranza) e di tecnici e vorremmo venire a vedere il sito anche quando si lavora – magari con poco preavviso - per capire come funziona. Chiedo la possibilità di far entrare qui i cittadini: quando si vedono le cose si ha maggior consapevolezza ed è più agevole giudicare”. L’amministratore delegato si è detto d’accordo “Purché ci diate il tempo di organizzarci: un conto è portare in giro venti persone, altra cosa farlo con duecento. Penso che potremo farlo in primavera, in maggio o giugno”.
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