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20 Novembre 2018 - 17:16
Domenica 18 abbiamo partecipato all’iniziativa lanciata dai comitati ambientalisti di Chivasso per ribadire ancora una volta le difficoltà del nuovo ospedale.
Una struttura nuova, ma solo esternamente, al suo interno non è stato aumentato nè il numero di posti letto nè il personale, come era stato promesso qualche mese fa.
L’inaugurazione, le promesse, le belle parole non contano: i cittadini che si recano al Pronto Soccorso e nei reparti nuovi hanno bisogno dei fatti.
Il mese scorso abbiamo presentato un’altra interrogazione per avere informazioni su cosa voglia fare l’amministrazione Chivassese alle problematiche legate all’apertura della nuova ala, che ha già manifestato importanti criticità, come i due allagamenti dei locali del pronto soccorso, la disordinata disposizione dei locali, la carenza di cartelli indicatori dei percorsi da seguire per raggiungere uffici, servizi, reparti e il recente distacco di pannelli della controsoffittatura dei locali della risonanza magnetica.
Abbiamo rilevato anche la problematica del traffico veicolare davanti al nuovo ingresso (via Paolo Regis), nonostante le ambulanze non utilizzino ancora la nuova entrata, nelle ore di punta, il traffico si trasforma in un ingorgo creando difficoltà ai mezzi di soccorso.
Domenica mattina durante la protesta insieme al consigliere Regionale Davide Bono abbiamo voluto verificare di persona le condizioni dell’ambulatorio della guardia medica. L’ambulatorio si trova in un sottotetto di una palazzina nell’area isolata di fianco all’area rifiuti poco ill’uminata con indicazioni ormai illeggibili. Uno stanzino piccollisimo che ad ogni movimento rischiavo di battere la testa, il lettino per visitare i pazienti è praticamente davanti alla porta d’ingresso, la stanza per far riposare i medici durante la notte, quando non hanno visite è praticamente nel ripostiglio. Una situazione veramente denigrante verso quei medici che svolgono un ruolo molto importante.
La nostra rabbia è tanta. Ricordiamo che l’ospedale, come tutte le strutture della sanità pubblica, è stato costruito con i soldi dei cittadini e ad oggi non si pùò assisstere a questi fatti; la sfiducia delle persone è presente nella raccolta firme che in pochi mesi ha visto più di duemilacinquecento firme.
L’assessore Regionale Saitta non puo’ rimanere inflessibile alle richieste dei cittadini e la nostra amministrazione non puo’ non intervenire.
Una persona ammalata non vuole solo entrare in una struttura nuova, ma essere accolta e curata da personale efficiente e non rimanere per giorni nei corridoi del pronto soccorso.
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