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07 Novembre 2018 - 18:27
Francesco Cavallero Sindaco di Casalborgone
Ormai a Casalborgone abbiamo visto di tutto, ma quello che è avvenuto mercoledì scorso in sala consiliare ha dell’incredibile. Dopo che il sindaco Francesco Cavallero aveva spiegato sommariamente la variante al piano regolatore con il supporto dell’architetto estensore del piano, si è aperta la discussione. Il consigliere Eugenio Baggio ha preso la parola e ha giudicato inopportuno approvare questa delibera senza aver prima coinvolto i casalborgonesi come già previsto nella deliberazione dello stesso Consiglio Comunale, votata all’unanimità, che vincolava l’Amministrazione ad incontri con la popolazione in fase istruttoria del piano. Attaccandosi agli specchi, Cavallero ha replicato dichiarando che non sarebbe stato ammissibile un incontro in fase istruttoria perché qualora qualche cittadino avesse scoperto che un proprio terreno fosse divenuto edificabile avrebbe potuto speculare ancor prima dell’approvazione. Affermazione degna di “oggi, le comiche” visto che nemmeno un metro quadro di terreno diviene edificabile. Ma comprendiamo il principio espresso dal Sindaco, secondo il quale informare i cittadini di come si intende modificare il piano regolatore potrebbe portare a pubblica conoscenza le intenzioni dell’amministrazione comunale. Secondo Cavallero questo potrebbe favorire qualcuno, mentre sempre, secondo il Sindaco, che l’Amministrazione Comunale proceda alla variante, seppur parziale, del piano regolatore intaccando i fragili equilibri del centro storico, a semplice richiesta degli “investitori stranieri” senza nemmeno informarne preventivamente i cittadini, è legittimo e trasparente? Investitori talmente privilegiati da poter ottenere agibilità ed abitabilità di un edificio nemmeno allacciato al sistema fognario e che scarica direttamente i liquami sul dirupo della collina. Privilegiati al punto di fregarsene delle prescrizioni della commissione locale paesaggistica che vincolava l’autorizzazione a realizzare la strada di cantiere, alla rimessa in pristino a fine lavori, cosa che non é avvenuta. Privilegiati al punto di poter pagare gli oneri di urbanizzazione senza versare nulla ma con una semplice fideiussione bancaria per un importo di molto superiore al valore del capitale versato dell’immobiliare della proprietà. Ebbene malgrado tutto ciò, Cavallero porta in votazione l’approvazione della variante. A quel punto il Consigliere Baggio chiede di leggere la sua dichiarazione di voto, cosa che viene concessa, ma al termine della lettura il Sindaco chiede al segretario comunale se il “signor Baggio” potesse votare, visto che, testualmente “lavora per Il castello”. Baggio precisa di essere un dipendente per una ditta che ha effettuato lavori di giardinaggio per il castello e non ha nessun potere decisionale essendo un semplice operaio dipendente. Visibile imbarazzo del segretario comunale, che non sapeva cosa rispondere. Ma se Cavallero era a conoscenza di un “presunto” conflitto di interesse di Baggio perché segnalarlo solo dopo la presentazione della scomoda dichiarazione di voto presentata da Baggio e non prima dell’inizio della trattazione, visto che l’incompatibilità non riguarda solo il voto ma anche la partecipazione alla discussione? Quello che sono certe sono le idee confuse sull’incompatibilità che ha Cavallero, che non ha anche segnalato che un consigliere di maggioranza ha il figlio che occasionalmente ha lavorato nella ristorazione del castello e che, se la destinazione d’uso cambia e il castello diviene un hotel magari, quel lavoro può proseguire? Per non parlare della sua Giunta comunale composta dal vicepresidente e dal fratello del tesoriere della Pro Loco, che delibera finanziamenti per la stessa associazione. E come non ricordare il caso Conrado Trisoft? Tutti casi in cui secondo Cavallero non esistono conflitti di interesse.
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