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30 Ottobre 2018 - 22:00
Forse non tutti sanno che esiste una legge nazionale che prescrive l’obbligo, per i Comuni con popolazione superiore a 15000 abitanti come Chivasso, di piantare un albero per ogni nuovo nato. Si tratta per la precisione della legge n°10 del 14 gennaio 2013, recante “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. Secondo noi adempiere a questa legge sarebbe significativo prima di tutto da un punto di vista simbolico, visto che farebbe sicuramente piacere a tutti noi sapere che i nostri figli e i nipoti hanno un albero a loro dedicato, che possono seguire e osservare nel corso della loro crescita e non solo le piante producono ossiggeno e sono molto utili per l’ambiente. Purtroppo come ben sappiamo negli ultimi 5 anni il nostro comune non ha attuato questa legge anzi tutto il contrario hanno tagliato diverse piante (che secondo la relazione fitostatica risultavano malate) ma senza nessuna nuova piantumazione se non quella dell’anno scorso nella giornata dell’albero, l’amministrazione con tanto di comunicato stampa si è vantata di piantare una sola quercia in nome dei 255 bambini nati nel 2016. In consiglio comunale abbiamo già esposto la nostra preoccupazione in merito è siamo stati rassicurato dal Sindaco che nel periodo giusto (Novembre 2018) si sarebbe impegnato in prima persona nella piantumazione di tutte le piante tagliate. In attesa che questo venga fatto le associazioni ambientaliste nonostante la pioggia di domenica mattina non ha fermato l’iniziativa promossa dal gruppo “noi della terra di mezzo” di piantare nuovi alberi al centro polifunzionale dei Pogliani. Ho partecipato molto volentieri a questa iniziativa. Vuole essere un segnale di rinascita, un grido di cambiamento in una zona che da sempre combatte il mostro della discarica. Tante le querce e le canne di bambù ricevute gratuitamente da tanti cittadini e cittadine che sono state piantate e date ad ognuna il nome di un bambino o di una bambina dei Pogliani, di Chivasso, di Montanaro. Perchè i bambini sono il nostro futuro e noi adulti dobbiamo garantire il loro avvenire e preparare la loro strada e in questo caso il loro territorio. Un terreno che deve essere fertile.
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