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VOLPIANO. Che rumore fa il bene?

VOLPIANO. Che rumore fa il bene?

Di recente sono tornata nel campo professionale che mi diede i natali.

Amo la Comunicazione e penso che, se fatta correttamente, più che un lavoro sia un servizio reso all’utente, qualsivoglia sia il pubblico cui si riferisce.

In quest’ottica, sono certa che anche una cittadina debba lavorare di comunicazione.

Positiva, oltreché negativa, che quella è più immediata e sempre sotto gli occhi di tutti. Ciò che invece accade di vantaggioso, quello non se lo fila mai nessuno, o, al massimo, è dato per dovere minimo.

Come quando da bimbetti, insomma, prendevi un brutto voto e lì erano cavoli amari, ma poi ne prendevi uno ottimo e la risposta era “hai fatto solo il tuo dovere”.

Eh, grazie!

Qualche giorno fa, quindi, parlottando in famiglia, sono venuta a conoscenza della grande fama dell’Unità Valutativa Alzheimer collocata nel nostro distretto.

Il poliambulatorio di Volpiano risulta punto di riferimento con una lista di attesa cospicua proprio a motivo dell’estrema professionalità.

Non possiamo nascondere che, purtroppo, il nostro Paese deve far sempre più i conti con patologie degenerative geriatriche, a motivo dell’innalzamento della media di vita, del tasso di anzianità, e del relativo abbassamento della natalità. Avere, perciò, un punto di riferimento territoriale tanto rinomato penso sia motivo di serio orgoglio.

A ciò si associa una funzionalità del centro poliambulatoriale tutto non scontata. E ne parlo a ragion veduta, essendo mia mamma un’assidua frequentatrice suo malgrado.

Ad ogni ritorno dalle sue multiple monitorazioni settimanali, le sue parole sono sempre le stesse: “che gentili che sono, sono proprio brave persone”. E anche questo non è affatto scontato.

Oltretutto, le ‘brave persone’, sono prima ancora ottimi professionisti, il che completa l’opera.

In sintesi. Facciamo pubblicità anche ai lati di vanto del nostro paese, perché di quelli non parla mai nessuno, ma sono numerosi, forse ben più di tutto ciò che di nero e fosco viene raccontato a gran voce.

Del resto, da sempre, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.

Ma, se quella che cresce è una sequoia, io non voglio star zitta.

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