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03 Ottobre 2018 - 10:00
C’è un giustiziere dei cassonetti tra via Regio Parco e via dei Mille. E’ riuscito a mettere le mani su una “pec”, che per sua definizione è una corrispondenza riservata, per farne copie e affiggerla al muro, come fosse un editto con cui redarguire i commercianti e gli uffici della zona. Ha assicurato il messaggio del Comune con doppio giro di nastro adesivo, esponendolo proprio in prossimità di quel marciapiede su cui vengono sistemati i cassonetti della differenziata. Non è stata una decisione improvvisa: il braccio di ferro tra il “giustiziere” e tutti gli esercenti e gli uffici medici dura da qualche tempo. Dopo le segnalazioni ricevute, il direttore del settore territorio Antonio Camillo, ha inviato all’amministratore e per conoscenza alla Seta un’informativa in cui si raccomanda la gestione dei cassonetti: “Si evidenzia la problematica gestione della raccolta rifiuti e delle attività commerciali – si legge - . Si comunica pertanto che il deposito ed il ritiro dei cassonetti dorà avvenire nei tempi e nelle modalità stabilite al fine di non creare disagi ai cittadini”. Giustizia è fatta? Non ce n’era bisogno. I commercianti, in realtà, sono già regolamentati e quella zona di via Regio Parco non permette di realizzare le isole ecologiche. I bidoni vengono esposti ogni martedì sera, i camion della Seta passano e svuotano, e poi i contenitori ritornano nel cortiletto.
Poche ore di disagio, sempre che non ci siano dei ritardi nel ritiro dei rifiuti che non dipendono sicuramente dai commercianti. L’area in cui vengono custoditi i cassonetti è una zona “sensibile”, a stretto contatto con il retro dei negozi, e proprio per questo motivo non è possibile affidare le chiavi ad un personale estraneo alle attività commerciali. Non resta che mettersi il cuore in pace: probabilmente, nessuno saprà mai come ha fatto il “giustiziere” ad entrare in possesso di quel documento privato e la soluzione migliore per il ritiro dei rifiuti è quella già adottata. La raccolta differenziata è una necessità con cui dobbiamo convivere. E convivere, significa anche accettare l’esistenza del vicino di casa.
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