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VOLPIANO. Quella incivile assenza di cervello

VOLPIANO. Quella incivile assenza di cervello

Trotterellavo placida questa mattina nel mio giretto salutistico intorno ai campi della zona Smat.

Compiaciuta di non aver incrociato pc, frigoriferi, schermi catodici, materassi, pentole a pressione, e chi più ne ha più ne metta, distribuiti in riva ai rigagnoli o tra le fresche frasche.

Ma tò, nemmeno a pensarlo, mi ritrovo di fronte una sciocchezza, al confronto delle precedenti, ma segno inequivocabile, nella sua piccolezza, di quanto ancor più piccolo sia il cervello degli umani. Una confezione -ovviamente vuota- di mozzarelline, abbandonata a qualche centimetro dal coperchietto che la ricopriva. Non so bene perché mi abbia fulminato, ma in quel momento ho avuto chiaro quanto spesso il cervello dei nostri arroganti e presuntuosi concittadini civilizzati, sia, al contrario, infinitesimale e sgombro di neuroni. Nemmeno all’orizzonte.

Che impegno energico ti ci vuole per riporre in auto un rifiuto utilizzato piuttosto che lanciarlo dal finestrino?

Che ti dice la testa quando devi gettare rifiuti ingombranti, e messa in moto l’auto per raggiungere la destinazione, devii per le campagne e non per l’ecocentro, peraltro allo stesso dispendio calorico e di carburante? Quale strano demone ti fa lanciare per strada cartacce e mozziconi anziché riporli appositamente? Perché mai ti fai assalire dalla peggiore rabbia quando le tue scarpine firmate, e non, si sporcano pestando ciò che non dovrebbero nascosto dalle foglie autunnali, quando tu stesso, appena puoi, ti guardi in giro furtivo e acceleri il passo con il tuo cagnolino nella passeggiata serale? Voglio solo ricordare, a coloro che si rivedono nelle citate categorie, ma che mai, ovviamente, potrebbero ammetterlo, che tutto ciò che fate al vostro territorio è boomerang che torna più potente di prima.

In denaro, vostro, quello aggiunto ogni volta a bilancio per porre rimedio alla vostra inciviltà, e che pagherete nella prossima rata rifiuti.

In decoro e igiene, perché non è bello per voi e i vostre bambini tornare a casa inzaccherati dopo una semplice passeggiata da scuola. Nel vostro futuro. Perché un monitor abbandonato alle intemperie stagionali in un campo, od in un boschetto, vicino ad un ruscello, insieme al monitor di qualcun altro, insieme ad una televisione, insieme ad una rete di materasso, insieme ad una lavatrice, e così via, inquina terreno, falde e aria.  Ah. Quella stessa che respirate voi.

Perché siete esenti da cervello, non da polmoni e altri organi vitali. E allora pensateci, invece di indignarvi per l’indegna sporcizia che vi attornia, la prossima volta che vi infrattate nel buio della sera guardandovi intorno prima di aprire il bagagliaio, pensateci quando lanciate la carta dei chewing-gum dal finestrino, quando non avrete la forza di chinarvi e raccogliere, con un semplice gesto, ciò che i vostri animali domestici hanno seminato per loro proprio natura senza colpa alcuna. Dopodiché, corretti tutti questi comportamenti, forse potrete indignarvi. Ma prima, mi permetto, indignatevi ogni mattina in cui, appena alzati, bello come il sole, vi guardate allo specchio.

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