L’ultimo consiglio comunale, che si è tenuto il 14 maggio, ha approvato, tra le altre cose, il Piano Comunale Antirumore. Un decreto legge del 2005, infatti, in attuazione di una direttiva della Comunità Europea del 2002, prevedeva che i comuni elaborassero “le mappature acustiche e i piani di azione relativi agli assi stradali principali su cui transitano più di 3 milioni di veicoli all’anno”. Nel 2017, la Regione ha chiesto a tutti i comuni di inviare, entro il 30 giugno, la mappatura acustica e i dati riferiti al precedente anno solare.
Finalmente, dopo 13 anni dall’approvazione della legge, il Comune di Chivasso ha messo a punto un proprio piano, pubblicato sul sito del Comune, a disposizione di tutti i cittadini che possono inviare le loro osservazioni entro 45 giorni.
Nella Relazione tecnica allegata al Piano, si dice che le strade cittadine con un passaggio di veicoli superiore ai 3 milioni all’anno sono addirittura 6: Corso Galileo Ferraris, Via Gerbido, Via Torino e Stradale Torino, l’ultimo tratto di Via Po, Viale Cavour e Via Siccardi. Quest’ultima, tra l’altro, ha un tratto lastricato in porfido che aumenta la rumorosità e ha già provocato le proteste degli abitanti della zona.
Il Piano propone una serie di interventi per ridurre la rumorosità e contenere l’inquinamento acustico in questi tratti. Si va dalla riasfaltatura dei piani viabili, alla limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, alla riduzione della velocità, al rinnovo del parco dei veicoli pubblici. Con queste misure, però, si otterrebbero delle riduzioni della rumorosità non molto consistenti. La misura più incisiva, secondo il Piano, risulta essere “la realizzazione della Circonvallazione Nord da realizzarsi unitamente alle operazioni di soppressione passaggi a livello sull’intero territorio Comunale attuata da parte di RFI. Di fatto, la nuova opera, dovrebbe modificare i flussi di traffico, permettendo ai veicoli in un solo transito di non attraversare più la Città, ma di usufruire dei nuovi piani viabili”. Questo porterebbe ad una riduzione della rumorosità di circa il 30-40%.
Da notare l’uso del condizionale. Infatti “considerata la complessità della problematica e del contesto di riferimento, al fine di perseguire gli obiettivi del Piano, occorre introdurre una sinergia con altri piani, quali il Piano Urbano del Traffico (PUT), lo sviluppo edilizio (PRGC)… ma la Città di Chivasso non ha a disposizione un PUT aggiornato”. Verrebbe da pensare che nella nostra città si siano realizzate una serie di strade nuove, e altre se ne realizzeranno con la soppressione dei passaggi a livello, senza aver fatto prima una adeguata valutazione dei flussi di traffico urbano. Il Piano, infatti, dà per scontato che gran parte della rumorosità sia da imputarsi al traffico di attraversamento, mentre in realtà sembrerebbe che il traffico cittadino sia dovuto soprattutto al fatto che Chivasso è da sempre un polo di attrazione per i territori vicini, per il mercato, le scuole, l’ospedale e tutti gli altri servizi, pubblici e privati. Ma per saperlo con certezza, occorrerebbe avere a disposizione degli strumenti come il Piano Urbano del Traffico, anche se in teoria è obbligatorio soltanto per i comuni con più di 30.000 abitanti. Sembra però indispensabile per una programmazione adeguata della viabilità e dei trasporti della nostra città, altrimenti si continuerà a privilegiare lo spostamento in auto, che certo non va nella direzione della riduzione della rumorosità.
Indicativo della mancanza di una adeguata programmazione è, ad esempio, il fatto che nel progetto di soppressione dei passaggi a livello sia previsto un sottopasso per le auto in Via Roma, che riporterà il traffico in pieno centro, invece di allontanarlo. E anche che si continui a pensare soprattutto a creare nuovi parcheggi, spesso a spese delle aree verdi e degli spazi pubblici, prossima vittima designata il campetto Enel.
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