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CASALBORGONE. Un'invasione di giovani europei in collina per il Patto di Fratellanza

CASALBORGONE. Un'invasione di giovani europei in collina per il Patto di Fratellanza
64 + 26 quanto fa? Incalcolabile, quando si tratta di ragazzi. Perché la loro energia, il loro entusiasmo, la loro gioia di vivere, quando stanno insieme, è ben superiore al loro numero. E’ quanto successo nei paesi di Casalborgone, Brusasco e Lauriano, con l’arrivo delle delegazioni dei 4 Paesi ospiti   (Lettonia, Malta, Romania, Serbia) giunti da noi per partecipare all’Evento di Cittadinanza Europea “Clean Coins (monete pulite) - Promuovere percorsi di legalità per un  futuro migliore dell’Europa”.  64 sono stati i delegati esteri, dai 14 ai 19 anni di età, ma il più giovane è un bimbo di 18 mesi, figlio del sindaco di Kanjiza (Serbia), ed oltre 20 i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Brusasco,   componenti del Consiglio Comunale Ragazzi, del Consiglio Intercomunale Ragazzi insieme ad  altri studenti, che hanno partecipato  e collaborato alla manifestazione. All’arrivo a Casalborgone i ragazzi stavano raggruppati sotto il loro gagliardetto, ma al termine della presentazione e del saluto delle autorità agli ospiti erano già un solo cuore, un solo entusiasmo. Lo sforzo di parlare un’unica lingua, l’inglese, ha unificato anche i grandi, i rappresentanti delle municipalità di Amata e Vecpiebalga (Lettonia), Kugir (Romania), Kanjiza (Serbia) e Mellieha (Malta), insieme ai sindaci Francesco Cavallero di Casalborgone, Luciana Trombadore di Brusasco e Matilde Casa di Lauriano, ed alla dirigente scolastica Chiara Profumo. Ma erano presenti anche Mario Corsato sindaco di Cavagnolo, e Giuseppe Bava sindaco di San Sebastiano da Po. Insieme alle famiglie che hanno ospitato alcuni componenti delle delegazioni estere direttamente a casa loro. E come sempre, quando il desiderio di fondo è semplicemente quello di comunicare, si trova il modo, pur non conoscendo  le rispettive lingue. Alla cena di benvenuto organizzata dalla Pro loco di Casalborgone era solo un ridere e scherzare tra ragazzi, ormai tutte le barriere  erano cadute. Come indicato nello slogan che ha chiuso la prima giornata: abbattiamo i muri. Quelli che i grandi tendono a costruire, quelli già costruiti dalla ignoranza e dalla chiusura. Domenica ci sono state le visite   alla fortezza di Verrua Savoia ed alla città romana di Industria di Monteu da Po, con la storia illustrata dalle parole, dai manifesti e dai quadri parlanti dei ragazzi in costume, a significare che questi incontri sono anche momenti per la conoscenza del territorio, della storia. Ma il culmine della festa è stato domenica sera, dopo la cena a cura degli alpini di Brusasco nella loro sede appena ristrutturata, quando nel salone parrocchiale  si sono esibiti, in danze e canti  tradizionali, i ragazzi e le ragazze delle varie municipalità. L’entusiasmo si poteva tagliare a fette, e questa volta forse i brusaschesi  sono usciti dalla loro austerità molto piemontese e si sono semplicemente divertiti. Lunedì  è stato dedicato ai lavori sul tema ufficiale, con l’apertura del “EU CLEAN COINS DAY”, con l’intervento della professoressa Chiara Profumo, con la presentazione del progetto e le sue finalità: diffusione della legalità, lotta all’omertà, promozione di comportamenti di vita corretti e di rispetto di “cose e persone”, con la presentazione dei lavori dei ragazzi. Dopo il pranzo al sacco cucinato dalla Pro loco di Casalborgone, trasferimento a Cascina Caccia, simbolo della lotta alla mafia ed alle associazioni criminali, presidio di legalità, esempio di forza delle istituzioni colpite nei loro   rappresentanti. Oggi i lavori proseguono con la Giornata dedicata alla memoria delle vittime della mafia, ed alla lotta contro le illegalità e le discriminazioni, con la presentazione delle iniziative di successo su questi temi da parte di ogni delegazione. Una “full immersion” in quella che è la base per diventare oggi cittadini europei, domani cittadini del mondo: legalità e apertura.  Abbattiamo i muri, di qualsiasi genere. La conclusione sarà questa sera  con la cerimonia della firma ufficiale del Patto di Fratellanza, al castello di Brusasco. Il gemellaggio fra i vari comuni sarà il momento culminante di questo evento. Domani le delegazioni estere ripartiranno e torneranno tutti alle proprie case. Porteranno con sè il sole d’Italia, una piccola ma significativa storia dei paesi visitati, l’accoglienza delle famiglie ed il benvenuto delle amministrazioni. Porteranno immagini e discorsi, slogan e parole d’ordine. Porteranno tanti indirizzi email e numeri di cellulari. Ma sopratutto porteranno la gioia di essere stati insieme, ragazzi liberi  e futuri cittadini di un mondo difficile , che può solo andare verso l’unione dei popoli. Tutto questo si chiama “fare cultura”. Beppe Valesio
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